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Riciclaggio, a Modena troppi bonifici esteri con "paradisi fiscali"

Soldi da riciclaggio
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Soldi da riciclaggio

Secondo il primo report 2018 Bankitalia, a Modena le operazioni a rischio salite a 546 in sei mesi. Un trasferimento estero su otto è su conti col segreto bancario. In Regione sono 4 all’ora Zavatti (Cgil): «È veleno per la nostra economia. Subito un tavolo istituzionale»

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MODENA. Un bonifico estero su otto a Modena proviene da o va verso un “paradiso fiscale”. E ancora: tra le segnalazioni sospette in Emilia-Romagna, regione piuttosto in alto in classifica, Modena spicca per un aumento: nei primi sei mesi del 2018 sono state 546 contro le 529 del primo semestre 2017.

I dati allarmanti arrivano dal report del primo semestre 2018 sul riciclaggio pubblicato da Uif di Bankitalia. Purtroppo è sono la conferma di un trend costante con una domanda finale: la nostra provincia è una centrale di possibili riciclaggi? E ancora una volta l’allarme arriva da Franco Zavatti di Cgil, in prima linea nel divulgare questo problema tra tante orecchie sorde.

«È una faccia nascosta e velenosa della nostra economia - spiega Zavatti - che deve essere ben valutata e compresa nelle sue mosse quotidiane. Partire dall'analisi di questi dati e, senza facili demagogie, attivare utili reazioni nel mondo delle imprese e delle professioni».

La Cgil da tempo insiste e propone di attivare tavoli istituzionali in ogni nostro territorio. I numeri del report Uif ci confermano fra le regioni più “rosse” e ci danno le specificità di ogni nostra provincia. Le Prefetture potrebbero integrarli con altri elementi utili.

I DATI. Il dato nazionale registra un incremento del +5,3% delle segnalazioni di riciclaggio sospette e di un +31,7% quelle relative al sospetto finanziamento del terrorismo internazionale. L'Emilia si consolida al 5° posto fra le regioni - dopo Lombardia, Campania, Lazio e Veneto - però prima fra le cinque regioni citate per l'incremento, nel semestre scorso, di un 9,73% . La Banca d'Italia ha ricevuto dalle nostre province 3.563 segnalazioni contenenti ben 16.390 operazioni finanziarie sospette. «Vale a dire che da questa regione ne segnalano 91 ogni giorno (domenica compresa) come dire 3,8 ogni ora che passa. Peraltro, l'indice di rischio valutato dall'Uif è “medio-alto”».

IN REGIONE. Le nostre province sono così classificate: Bologna con 792 segnalazioni, Parma con 559, Modena con 546, Reggio Emilia con 446, Rimini 376, Ravenna 262, Forlì-Cesena 215, Piacenza 202, Ferrara 165. Ma di cosa si tratta? Le azioni sospette di riciclo malavitoso riguardano operazioni finanziarie, nell'ordine, specificate con bonifici bancari, vendita/acquisto di titoli, traffico di azioni societarie, uso di assegni, versamenti in contanti. Ancor più interessante è il chi/quali settori sono più “attivi” nel riciclo: edilizia e industria, con importi medi di 67.865 euro; poi il commercio, intermediari finanziari, imprese agricole. «Cioè, osservando sindacalmente, si tratta dei settori più coinvolti nel lavoro nero/irregolare e nelle denunce per evasione contributiva e fiscale».

CHE FARE? In chiusura, il report Uif aggiorna la mappatura delle regioni e province più coinvolte nel traffico dei bonifici finanziari verso o provenienti da "paradisi fiscali”. La provincia più “rossa” è Modena, con circa l'11-15% del totale dei bonifici con l'estero che vanno/vengono dai paradisi. Troppe nostre imprese sono coinvolte nelle segnalazioni sospette e troppo poche sono le ditte emiliane che aderiscono alle “buone pratiche” per la trasparenza, regolarità e legalità gestionale. Urgono perciò, insiste la Cgil , confronti territoriali fra istituzioni, rappresentanze delle imprese, delle professioni e sindacali, per leggere quei dati - settore per settore - ed attivare azioni concrete e possibili di prevenzione e di convincimento per la legalità». —

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