Seta e le liti sul direttore «Gestione catastrofica ora gestione in proprio»
«Lo scontro interno all’azienda di trasporto pubblico locale, più che un confronto per risolvere i problemi degli utenti, sembra una lite da pollaio fra dirigenti e amministratori. Una lite per il...
«Lo scontro interno all’azienda di trasporto pubblico locale, più che un confronto per risolvere i problemi degli utenti, sembra una lite da pollaio fra dirigenti e amministratori. Una lite per il potere che trascura gli attuali gravi disservizi. Così, mentre gli autobus prendono fuoco e l’azienda cola a picco, sui giornali appaiono ridicole sceneggiate fra soci».
A dirlo è Lorenzo Carapellese, urbanista aderente a “Modena Volta Pagina”, il nuovo laboratorio politico che nascerà ufficialmente mercoledì, con l’assemblea fissata per le 20.30 alla Sala Ulivi di via Ciro Menotti.
«Il sindaco Muzzarelli - incalza Carapellese - che spesso si atteggia a Superman, dovrebbe almeno spiegarci perché dall’efficiente azienda pubblica Atcm si sia arrivati a un’azienda pseudoprivata, Seta, fra le più disastrate che si conoscano nonostante operi in un’area fra le più ricche d’Europa. Muzzarelli spieghi perché il Piano regionale dei trasporti è ancora fermo al 1998, mentre il Piano urbano di mobilità sostenibile di Modena, promesso da tre anni, è fermo alle linee guida. O ancora perché in Seta non si discute dei problemi, ma solo delle disavventure del direttore. Un pasticciaccio nel quale, per di più, tutti sembrano controllati e controllori ma nessuno controlla i servizi. E così dobbiamo accettare “autobus alla fiamma”, che hanno mediamente oltre 13 anni, portiere bloccate con fil di ferro e scioperi degli autisti sempre sul sentiero di guerra per gli stipendi da fame. Un disastro».
«Una situazione inaccettabile - dice - il trasporto pubblico è essenziale sia per coloro che non hanno altra scelta, sia per quelli che già lo usano e per i tanti che lo userebbero se fosse più affidabile e conveniente dell’auto privata. Unica soluzione sarebbe tornare a un nuovo municipalismo, a un Comune che si riappropria della strategica azienda del trasporto pubblico. Questa è oggi una scelta che propone solo la neonata “Modena Volta Pagina”, un’associazione di modenesi che non ne possono più di una giunta di sinistra che non è più… di sinistra, o almeno progressista. Una città moderna ed avanzata - conclude Carapellese - non è quella in cui anche i poveri sono costretti, come avviene oggi, ad andare in auto, ma quella dove anche i ricchi e benestanti preferiscono il mezzo pubblico per gli spostamenti in area urbana. Non rimane che sperare che “Modena Volta Pagina” riesca a far prevalere l’idea di “rimunicipalizzare” l’azienda di trasporto locale: solo con un’azienda di qualità si risolveranno i problemi modenesi». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google