Gazzetta di Modena

Modena

scomparso ieri pomeriggio a 88 anni 

Addio al leone Luigi Vallini oppositore aperto, sempre Dc

Saverio Cioce
Addio al leone Luigi Vallini oppositore aperto, sempre Dc

Originario della Lunigiana, rimase a Modena dopo l’università. Fu tra i primi ad arrivare in Ungheria per portare gli aiuti dopo l’invasione sovietica del ’56

2 MINUTI DI LETTURA







Si è spento ieri pomeriggio a 88 anni Luigi Vallini, una vita prestata alla politica nelle file della Democrazia Cristiana e con un attaccamento alle istanze sociali che aveva pochi emuli anche nel suo partito.

Informatore scientifico di professione e animatore di mille realtà di volontariato, guadagnandosi il rispetto della maggioranza Pci anche quando i contrasti negli anni ’70 erano più bollenti. Subentrò in consiglio comunale nel 1980 a Carlo Giovanardi, di lui più giovane di vent’anni, e che ormai guardava a Roma. Le sue interpellanze, brevi e pungenti, argomentate con il suo accento irripetibile, con lontane ascendenze toscane, erano come il suo carattere. Un bastian contrario ma sempre pronto a incontrare minoranze ed esclusi, di ogni specie e colore. Si dichiarò pure ammiratore di Marco Pannella, storico leader dei Radicali, decisamente aperto ai tempi delle battaglie sul divorzio. Ma rimase sempre cattolico al 100%, e pure intransigente, come quando scatenò assieme al suo collega di partito e grande amico Benito Bagni la battaglia sul crocefisso in consiglio comunale. E sempre con lui costituì nei primi anni ’90 un “Osservatorio sulle spese della giunta”, impallinando i sindaci Pci su consulenze, doppie spese, triple missioni e quant’altro, suscitando l’ira di chi aveva davanti.

Ma non fu mai un’ira funesta perchè con Mario Del Monte, pure lui sindaco sanguigno e spumeggiante partito da ragazzino con la Fgci, l’accordo fu trovato molte volte. Lo sfottevano, dentro e fuori il Comune, per l’attaccamento al suo piccolo borgo natìo, Licciana Nardi in provincia di Massa Carrara, che aveva lasciato dopo le superiori per venire a Modena all’università. E quando sentiva dire “Voialtri in Versilia” sbuffava e correggeva l’ignoranza di chi scambiaca la Lunigiana per cinque secoli fedele alleata di Casa d’Este, con le terre del Granducato di Toscana. E dire che questo sentimento di suddito estense se lo portava orgogliosamente in giro in tutte le occasioni: «Ma lo sapete che a Pontremoli il santo della città è S.Geminiano?» ripeteva ai modenesi increduli.

E poi via, la Confraternita di S.Geminiano, in cui era sempre presente, le celebrazioni del 31 gennaio in cui faceva da anfitrione ai sindaci pontremolesi, che accompagnava nel nostro Duomo con l’offerta dei ceri.

Vallini era questo e tanto altro ancora. Il suo battesimo di fuoco fu in Ungheria nel ’56, fu tra i primi studenti modenesi ad arrivare con una minuscola colonna a portare gli aiuti agli insorti schiacciati dai carri armati di Mosca.

Si salvò, tornò a casa con gli altri. Mezzo secolo dopo tenne a battesimo la sezione modenese degli esuli dell’Istria e della Dalmazia, chiedendo un monumento per i massacrati delle foibe. Era fatto così il buon Gigi. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google