Albero d’oro, addio ristorante Via ai lavori per la sede Anffas
Iniziato l’adeguamento dei locali che ospiteranno la trentennale associazione che si occupa dei disabili e assiste le famiglie. Un appello a nuovi contributi
Iniziati i lavori di adeguamento dei locali dell'ex bar-ristorante “Albero d'oro” a sede dell'Anffas. Come accennato qualche tempo fa l'amministrazione comunale ha preso la decisione di trovare una “nuova casa” all'associazione, oggi ancora in via Matteotti, all'ex scuola media Monari (stabile non più abitabile ed inserito nel piano delle alienazioni di Sgp). «L'associazione – spiega Federica Gorzanelli di Anffas Sassuolo – è presente sul territorio da oltre 30 anni e si occupa di disabilità e delle famiglie che vivono questa grande difficoltà, cercando di offrire risposte e opportunità ma anche nuove esperienze di vita quotidiana. Attualmente abbiamo circa 90 ragazzi che tutte le settimane partecipano ad attività di teatro, musica, sport (piscina e pallacanestro) psicomotricità, arte, creta ed altri laboratori artigianali». Nella sede di via Refice, adiacente al parco “Albero d'oro” i lavori sono in fase avanzata anche se mancano ancora alcune settimane per rendere i locali idonei all'utilizzo che Anffas vuole per il futuro. «Mancano ancora tante cose – continua Gorzanelli – sia dal punto di vista dei locali che degli arredi. Per questo chiediamo anche aiuto ad alcune aziende ma anche a privati se vogliono sostenerci per far rivivere questi ambienti nel miglior modo possibile. Vorrei puntualizzare che abbiamo intenzione di ricavarci sede ed uffici ma anche spazi che possono venire utilizzati, previa programmazione, anche dai cittadini. Mi riferisco, ad esempio, all'ampio salone dove è possibile farci feste dio compleanno ma anche incontro culturali. Per quanto riguarda i nostri ragazzi, poi, vorremmo attrezzare una cucina industriale dove c'era la cucina del ristorante, per fare dei corsi e per cucinare in occasione di feste ed eventi». I lavori di adeguamento imporranno, come detto, spese supplementari alle quali il Comune di Sassuolo, che pure ha ceduto in convenzione i locali all'associazione, non finanzierà, se non in minima parte, almeno per questa fase.
«Chiediamo l'aiuto di tutti – ribadisce la rappresentante di Anffas Sassuolo – nel sostenerci in questo grande progetto che sarà anche e soprattutto una grande risorsa per tutti coloro che ne usufruiranno ma anche punto di riferimento per la città. Uno degli ingressi, infatti, sarà aperto a tutti e vi si troveranno distributori di bevande ed altro, in modo da dare, soprattutto in certi orari, un servizio anche alle società sportive che fanno attività nel campo sportivo adiacente ed a tutti gli abitanti del quartiere». Se da una parte rimane ancora vivo il ricordo di quando le cose “andavano bene” ed era attivo un comitato del parco che gestiva anche questi spazi, dall'altra c'è l'emozione di vedere nuovamente “vivo” un luogo che è stato per alcuni decenni punto di riferimento del quartiere, dopo la spinta iniziale di Luciano Vecchi, prematuramente scomparso nell'agosto del 2015. «Noi ce la metteremo tutta – chiude Gorzanelli – con l'obiettivo di creare all'interno di questa struttura un ambiente familiare, accogliente e funzionale per tutte le persone che frequenteranno l'associazione e gli altri sassolesi che vorranno esserci vicini e sosterranno le nostre iniziative». —
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