Anche la minoranza appoggia il progetto Comune del Cimone
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L'opposizione di Sestola Civica si affianca al sindaco Marco Bonucchi nel sostenere il progetto di creazione del Comune del Cimone tramite la fusione intanto dei primi quattro paesi di cinta: Sestola, Fanano, Montecreto e Riolunato. Ma per questo obiettivo serve una figura di spessore che si faccia da “garante”. La posizione è ufficializzata in una nota inviata dal consigliere Massimo Poggioli a nome di tutto il gruppo, con considerazioni articolate. «Il processo di fusione - si premette - si configura a mo’ di percorso autenticamente “democratico”, proveniente dai livelli territoriali coinvolti e non discendente dall’alto», tale da garantire «una quantità considerevole di vantaggi. La ragione – si spiega - non risiede soltanto nel tentativo di riallinearsi allo scenario europeo degli enti locali, ma anche e soprattutto alla nuova concezione dei Comuni, non più intesi come enti caratterizzati dai soli elementi costitutivi “classici” del territorio e della popolazione, ma tali da poter raggiungere (o aspirare a raggiungere) un elevato livello di welfare». E questo innanzitutto con i contributi previsti per un'operazione a quattro, che secondo i calcoli fatti potrebbe portare a circa 9 milioni di euro in 15 anni. La sommatoria dei 350mila euro annui assegnati dalla Regione per i primi 3 anni, dei 200mila per i successivi 12 anni e del contributo statale: 800mila euro l'anno per 10 anni. «Si tratta di risorse preziose in una fase economica come quella attuale – rimarca Sestola Civica - un potenziale che potrebbe costituire il “vero motore” di nuove strategie di investimento sul territorio». Quanto al rischio di perdere identità territoriale, il gruppo sottolinea la funzione di garanzia legata all'istituzione dei Municipi, che tra l'altro permettono di mantenere tributi e tariffe differenziati tra i territori. Quindi la “bomba” racchiusa nel finale: la chiamata di un sindaco (non necessariamente quello di Sestola, il luogo non è indicato) a condurre la battaglia: «Ci vorrebbe una figura di "unione" tra i paesi che riesca a traghettarli verso questa fusione – esorta il gruppo - una persona che con l'impegno personale e la stima della popolazione riesca a "farsi seguire" nell'impresa. Se pertanto un sindaco di un Comune turisticamente importante ed al di fuori delle logiche politiche sente come sua questa opportunità, noi diciamo ai cittadini: “Non abbiate paura, spalancate le porte a un cambiamento necessario”». —
D.M.
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