Bullismo a Formigine, il preside convocato in Comune per un confronto
La Giunta ha chiesto chiarimenti sull’episodio denunciato da una madre Uno psicologo incontrerà la classe. La famiglia: «Nessuno ci ha contattati»
FORMIGINE. Il bambino di 8 anni vittima di bullismo in questi giorni non sta andando a scuola. C’è un certificato medico che attesta la rottura della caviglia, avvenuta durante l’orario di lezione. «Durante la ricreazione», specifica la madre nel lungo video di denuncia pubblicato su Youtube e che ha già superato le 50mila visualizzazioni.
Venti minuti in cui la donna racconta i soprusi subiti dal figlio da parte di un ristretto numero di compagni di classe, senza che le insegnanti si accorgessero di nulla o comprendessero quello che stava succedendo.
Un video che è stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno anche per l’amministrazione comunale (che, comunque, non ha alcun influenza sulla gestione didattica), tanto che lunedì il preside è stato convocato in municipio per un confronto e per capire quale fosse la situazione di quella classe.
Inoltre i bambini nei prossimi giorni incontreranno uno psicologo.
A lui sarà affidato il compito di verificare se effettivamente vi siano episodi, più o meno gravi, di bullismo in corso e se qualche alunno sia vittima di violenze, non solo fisiche. Occorre agire in fretta e capire se c’è qualcosa che non va, sia per evitare guai peggiori ai bambini sia per cercare, eventualmente, di arginare il fenomeno.
La famiglia dal canto suo si affida alle parole del legale, l’avvocato Francesco Miraglia: «Non nascondo che c’è una certa delusione da parte dei miei assistiti: nessuno li ha contattati».
I genitori si sono affidati a lui per tutelare il figlio e, come ha sottolineato la madre nel video, per evitare che altri bambini corrano il rischio di essere vittime di bullismo. Le accuse della donna sono numerose e attaccano direttamente il sistema scuola e l’incapacità del corpo docenti nel vigilare su ciò che accade ai figli. Il bambino, infatti, dopo due anni di violenze verbali e fisiche, si sarebbe ferito alla caviglia durante la ricreazione in cortile, spinto da un compagno, come ha raccontato lui stesso, e senza che nessun adulto fosse presente.
«È abbastanza ovvio che questi docenti non prestano alcuna attenzione a quello che succede ai ragazzi dice la donna -. Probabilmente non hanno nemmeno idea di che cosa sia successo durante quella ricreazione (quando il bambino si è ferito, ndr). Non avevano alcuna giustificazione per averlo lasciato lì fuori nel parco giochi da solo, ferito e in lacrime per più di dieci minuti. Non ho nemmeno idea di come possa succedere una cosa del genere, perché in altre scuole che ho visto, quelle che ho frequentato io o quelle in cui è andato mio marito, la maestra, se si è fuori a giocare, è l’ultima persona a rientrare dopo che tutti gli altri bambini sono entrati. Solo a quel punto entra lei. Così sono certi che ci siano tutti. Ci è abbastanza chiaro che gli insegnanti non hanno alcun interesse a prestare attenzione a quello che succede. Ad esempio la settimana scorsa nostro figlio ci ha raccontato che tutti gli alunni sono stati messi in punizione e non potevano uscire in ricreazione, che dura circa quaranta minuti. Ma dove erano gli insegnanti in quel lasso di tempo? Le maestre se ne sono andate, con i bambini che sono rimasti seduti lì. Da soli». —
GIB.
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