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Carta d’identità elettronica? Quattro mesi per averla

Valeria Cammarota
Carta d’identità elettronica? Quattro mesi per averla

Un cittadino fa richiesta per il documento e il primo appuntamento è a febbraio L’assessore Galantini: «Enti in difficoltà, non abbiamo abbastanza computer»

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«Se devo fare una valutazione da amministratore, sono più i disagi che i benefici che questa operazione nazionale ha comportato, sia per i cittadini che per gli enti locali». È lo stesso assessore Cesare Galantini ad ammettere le complicazioni derivanti dall’introduzione della carta di identità elettronica che, a Carpi ma non solo, ha innescato liste d’attesa che arrivano, in alcuni periodi, a coprire l’arco di tempo di 4-5 mesi. Ne è l’ennesima prova l’esperienza del signor Guido che, ieri mattina, ha fissato un appuntamento per il rinnovo del documento di identità della badante della madre tramite Quicittà e, con sua grande sorpresa, se lo è visto fissare per il 6 febbraio. «Sono rimasto esterrefatto - racconta - Ci siamo accorti che era scaduta da poche settimane: per i prossimi quattro mesi, però, la signora non la potrà ricevere. L’iter dovrebbe funzionare come quello per la patente: venire avvisati in prossimità della scadenza e riceverla in tempi brevi. La carta di identità viene rilasciata subito a chi abbia un’urgenza di un qualche tipo? L’urgenza deve consistere nella scadenza stessa». In realtà, quanto a tempistiche, il Comune di Carpi non è tra quelli più sofferenti, a livello nazionale. Ne ha dato ampio resoconto l’assessore Galantini nel corso del Consiglio comunale di fine settembre. «Con l’introduzione della carta elettronica sono raddoppiati i minuti di lavorazione allo sportello, impegnato in un lavoro di back office non sempre visibile da parte dell’utente - ha spiegato - e ciò ha comportato un minor numero di pratiche concluse. Senza contare che i computer utilizzati a questo scopo ci vengono forniti dagli Interni: sono 4 e alla nostra richiesta di riceverne atri ci è stato risposto di no». Tre sono gli sportelli dedicati, oltre a uno preposto alle urgenze. «Chi debba compiere un viaggio, di lavoro o per motivi famigliari importanti e improvvisi (ad esempio un lutto), riceve il proprio documento in tempo reale - ha continuato Galantini - Si vaglia caso per caso. Non conosco casi di persone che non abbiano potuto adempiere ad un atto o prendere un aereo perché il Comune non aveva rilasciato loro il documento in mancanza del quale, ad ogni modo, si può presentare la patente o il passaporto». A complicare le cose, cittadini che fissano appuntamenti multipli. «Dobbiamo arrivare alla sostituzione del software delle prenotazioni on line, che non riconosce se queste provengono dalla stessa persona - ha spiegato l’assessore - C’è chi fa incetta di date, una sorta di bagarinaggio, fenomeno che riguarda in specie le comunità di stranieri, che chiedono aiuto a persone più esperte di burocrazia». Oltre alla revisione della strumentazione, una novità arriverà a gennaio. «Ripristineremo il servizio di chiamata al cittadino ben prima della scadenza del suo documento - ha concluso Galantini - con un’ipotesi di giorno e ora in cui recarsi in anagrafe, suscettibile comunque di modifica». —



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