La Cgil attacca: «Dal Comune soltanto bugie sulle materne»
Il segretario Riso al congresso Flc fa un affondo sulla Fondazione Cresci@mo «Le nostre proposte non sono state mai considerate dall’amministrazione»
Lo dice senza troppi giri di parole, anche perché la questione è aperta da parecchio tempo: «Dire che in Fondazione ci sono le stesse condizioni delle scuole comunali è un bugia grossolana e ipocrita». Un affondo deciso riservato all’amministrazione comunale dalla Cgil di Modena, che ieri mattina alla sala Ulivi di viale Ciro Menotti ha celebrato il quarto congresso della Flc, la sigla della scuola, dell’università e della formazione.
Congresso introdotto dalla relazione del segretario (riconfermato) Claudio Riso, che ha toccato tutte le questioni aperte, a partire da quella delle scuole d’infanzia, con le dipendenti della Fondazione Cresci@mo - che attualmente gestisce dieci materne - che chiedono da tempo un adeguamento dei contratti alle condizioni del personale che lavora per le comunali. «Dobbiamo purtroppo registrare - ha detto Riso, parlando davanti a 80 delegati della Flc - come la vicenda del contratto integrativo della Fondazione non abbia ancora trovato una soluzione. La posizione della Cgil sulla scelta che fece anni fa il Comune di dotarsi dello strumento Cresci@mo è sempre stata piuttosto critica, anche se la Fondazione è nata come strumento per assumere e stabilizzare insegnanti. Ci avevano detto che non ci sarebbero state differenze - ha spiegato ancora Riso - né di qualità del servizio, né di trattamento economico. Ma mentre il servizio era e rimane di qualità, gli stipendi delle lavoratrici della Fondazione sono bloccati da tempo, e già prima del rinnovo dei contratti nazionali di tutti i settori pubblici c’era una differenza significativa: l’ultimo rinnovo contrattuale ha fatto sì che questa differenza sia aumentata notevolmente». Ma il problema, secondo il segretario del settore scuola, è anche di dialogo: «L’interlocuzione con i dirigenti non è facile, e per esplicita ammissione del presidente, “la Fondazione non brilla di luce propria”. Le leve decisionali - ha detto ancora Riso - stanno infatti da un’altra parte, negli uffici del Comune, e questo si ripercuote negativamente sulle dinamiche dei tavoli di trattativa, quando, nei pochissimi incontri che siamo riusciti a ottenere, vediamo dall’altra parte un evidente imbarazzo, dovuto a una oggettiva impossibilità di prendere decisioni a causa di un mandato forse troppo rigido e limitato».
Ma che fine ha fatto la proposta dei sindacati per adeguare stipendi e condizioni lavorative? «Nelle mani del Comune c’è da molti mesi una piattaforma con le richieste dei lavoratori - ha aggiunto Riso - ma alla consegna di questa proposta non è seguito alcun incontro. Non ho remore nel dire che si tratta una grave mancanza di rispetto nei confronti delle lavoratrici, ma anche verso la città, alla quale si continua a raccontare una bugia grossolana e ipocrita, ovvero che chi lavora in Fondazione lo fa alle stesse condizioni di chi lavora nelle comunali. Credo che la pazienza abbia esaurito ogni limite - ha chiuso Riso - quindi o arriva la convocazione del tavolo in tempi rapidi, o non potremo fare a meno di vederci e decidere come comportarci di conseguenza».
Ma i problemi aperti, appunto, sono tanti, a partire da quelli che riguardano il personale Ata: «Insieme ai colleghi di Cisl e Uil abbiamo incontrato il prefetto - ha aggiunto il sindacalista - al quale abbiamo illustrato le situazioni di tutti i giorni, dagli insegnanti che fanno lezione con la porta aperta per dare un’occhiata a quello che succede fuori ai dirigenti che ammettono sconsolati di non avere abbastanza personale per coprire la vigilanza. Ad oggi, però, dobbiamo registrare che non c’è stato alcun intervento, e le criticità sono ancora tutte lì». —
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