La lunga visita degli ispettori il Sant’Agostino sotto esame
Passati in rassegna tutti gli spazi al centro del progetto di riqualificazione Poi riunione con sindaco ed enti coinvolti. Previsti altri sopralluoghi in futuro
Ora anche i vertici tecnici del Ministero per i beni culturali, che informeranno il ministro 5stelle Alberto Bonisoli, si sono resi conto della complessità del restauro del Sant’Agostino.
Ieri infatti il capo segreteria di Bonisoli, Annalisa Bottoni - accompagnata da Martina Murzi architetto della segreteria tecnico scientifica del ministero, dal soprintendente Cristina Ambrosini e dal Segretario regionale del ministero Sabina Magrini - è arrivata da Roma per un sopralluogo all’ex ospedale settecentesco che tanto sta facendo discutere. Molte ore di riunione, dalle 10,30 alle 17, ma nessuna voglia di parlare per i tecnici inviati da Roma e da Bologna: con un escamotage, infatti, le dirigenti ministeriali hanno evitato di incontrare i giornalisti in attesa al sant’Agostino, uscendo da una porta laterale. Dentro, la riunione era stata appunto lunga e ogni partner del progetto - compresi la Fondazione Cassa di risparmio proprietaria del palazzo e il Comune che sta lavorando sul fronte urbanistico ed edilizio - ha espresso le sue idee su manutenzione, permessi della soprintendenza che ancora mancano e sui futuri contenuti del Sant’Agostino.
A stupire sono state proprio le bocche cucite, non solo delle dirigenti ministeriali visto che hanno evitato i commenti pure il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, il rettore Angelo O. Andrisano, il presidente della Fondazione Paolo Cavicchioli, la direttrice delle Gallerie Estensi Martina Bagnoli, tutti entrati in varie fasi nella riunione. I soli a parlare alla fine sono stati il segretario generale della Fondazione Cassa, Luigi Benedetti e il direttore generale del Comune Pino Dieci (c’era anche la dirigente urbanistica Maria Sergio): «Non facciamo commenti - dicono Dieci e Benedetti - ma questo è solo uno dei tanti incontri di lavoro, un sopralluogo come altri. Ed è una bella notizia sapere che i vertici del ministero sono informati». L’ambizioso progetto di riqualificazione culturale ed edilizia, del valore di 120 milioni di euro se aggiungiamo anche Palazzo dei Musei e l’ex Estense, è dunque ora sotto la lente ministeriale che presto si esprimerà tramite la soprintendenza di Bologna. Ci saranno altri sopralluoghi, ma quello di ieri era importante perché è la prima occasione di lavoro sul tema con il nuovo governo Lega-Movimento 5stelle: si è ad esempio parlato della “menomazione” che il progetto di Gae Aulenti ha subito con l’eliminazione delle due torri e anche discusso anche dell’opportunità o meno di trasferire all’ex Sant’Agostino parte dei volumi della Biblioteca Estense.
Ieri erano presenti anche responsabili dei musei universitari posti sul lato di via Berengario: «Abbiamo fatto un bel lavoro soprattutto sul teatro anatomico - spiega il professor Anto Da Pol di Unimore - e i musei si connetteranno alla cultura della città». Assente al sopralluogo invece la senatrice del M5s Michela Montevecchi, pure annunciata: pareva dovesse sostituirla il consigliere comunale Marco Bortolotti, ma poi l’esponente pentastellato ha scelto di restare fuori per «opportunità politica» (Bortolotti sarebbe stato l'unico rappresentante del consiglio comunale a partecipare alla riunione). —
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