Gazzetta di Modena

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I NUMERI DELl’inchiesta 

“Solo” ventimila pagine per le intercettazioni

VALE C.

Un processo fatto di 45 parti civili, quasi 20mila pagine di intercettazioni, 1.300 testimoni inizialmente convocati e 195 udienze celebrate. L’operazione Aemilia scattò all’alba del 28 gennaio 2015:...

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Un processo fatto di 45 parti civili, quasi 20mila pagine di intercettazioni, 1.300 testimoni inizialmente convocati e 195 udienze celebrate.

L’operazione Aemilia scattò all’alba del 28 gennaio 2015: 117 arresti (di cui 54 per associazione a delinquere di stampo mafioso) disposti dalla Dda di Bologna, beni sequestrati per un valore di 100 milioni di euro, 189 capi di imputazione poi sfociati in condanne (abbreviati e patteggiamenti) e rinvii a giudizio sfociati poi nel processo a Reggio. Ieri è stata anche l’ultima volta di Marco Mescolini, il procuratore della Dda ora Procuratore a Reggio. Mescolini si è abbracciato non senza emozione con la collega Beatrice Ronchi, che avrà ora il compito di proseguire nelle altre inchieste.

Intanto i tre giudici sono in questura. Su loro richiesta e per ragioni di sicurezza, il questore Antonio Sbordone ha messo loro a disposizione tre camere da letto con bagno interno personale. Stanze del reparto femminile della polizia di Stato e che si trovavano vacanti dall’estate. Per l’occasione sono state ridipinte ed è stato cambiato l’arredamento: le migliorie, a spese del ministero dell'Interno, rimarranno a vantaggio del personale della questura di Reggio. A pochi passi dalle tre stanze c’è la Sala Palatucci, affrescata in quanto ex chiesa del vecchio convento: è là che i tre membri del collegio lavoreranno alla stesura della sentenza. Sulle pareti, oltre ai quadri, anche le centinaia di fascicoli di Aemilia. L’aula del tribunale, invece, non sarà smontata. Con probabilità ospiterà anche il processo di appello. —

VALE C.



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