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Bonaccini e il fisco agevolato «Via il 33% di Irap alle aziende»

Daniele Montanari
Bonaccini e il fisco agevolato «Via il 33% di Irap alle aziende»

Il presidente della Regione: «Se ci danno l’autonomia possiamo decidere che fare Per salvare l’Appennino servono aiuti: niente imposta alle nuove imprese»

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SESTOLA

Taglio di un terzo dell’Irap per le aziende già presenti in Appennino e azzeramento dell’imposta per quelle che scelgono di insediarsi. Così il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha esplicitato la sua idea concreta di fiscalità di vantaggio per la montagna di cui si parla da tempo. Lo ha fatto martedì a Sestola all’incontro che al cinema Belvedere ha visto la presentazione della “Destinazione Bologna e Modena”, la nuova realtà turistica cruciale per lo sviluppo del territorio.

Le potenzialità e le prospettive dello strumento sono state illustrate alla presenza dell’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini, dei presidenti Gian Carlo Muzzarelli (Provincia), Leandro Bonucchi (Unione) e Luciano Magnani (Consorzio Cimone), e poi Amedeo Faenza di Apt Servizi, il sindaco di Lizzano in Belvedere Elena Torri e ovviamente quello di casa, Marco Bonucchi.

Bonaccini ha ricondotto il progetto di taglio delle tasse a quello per una maggiore autonomia della Regione Emilia-Romagna: «Noi al Governo precedente abbiamo chiesto più autonomia, secondo il dettato dell’articolo 116 della Costituzione - ha ricordato - perché pensiamo di poter spendere in alcuni casi meno e in altri meglio. Perché se gestiamo una procedura dall’inizio alla fine, riteniamo di poterla semplificare e di accorciare i tempi. Ma autonomia è anche poter decidere dove mettere e togliere le tasse, come modularle al meglio per come è fatto il nostro territorio».

Di qui l’immediato riferimento all’Irap, ovvero l’Imposta regionale sulle attività produttive (proporzionale al fatturato delle imprese) il cui gettito è lasciato dallo Stato alle Regioni: maggiore autonomia per Bonaccini significa anche decidere come applicare l’imposta, stabilendo agevolazioni per le aree svantaggiate.

«L’Appennino è la parte più pregiata ma anche la più fragile del nostro territorio - ha detto chiaramente - se è così, valorizzarne l’eccellenza e curarne la fragilità è compito di tutti, non solo di chi ci abita e di chi ci lavora. Anche perché vivere è lavorare qui non è la stessa cosa che farlo in pianura, è più difficile. E questa difficoltà noi vogliamo che sia riconosciuta e compensata, perché tutti i cittadini abbiano davvero pari diritti e pari opportunità».

Quindi il passaggio cruciale: «Il Governo ha lanciato a Roma gli Stati generali della Montagna: per le Regioni è intervenuta l’Emilia-Romagna. Noi chiediamo subito al Governo di poter ridurre drasticamente le tasse in Appennino. Non con i soldi dello Stato, ma con i soldi nostri. Chiediamo di poter ridurre a nostre spese almeno il 33% dell’Irap per le imprese che sono in montagna. E di poterla azzerare completamente per chi vuole venire ad investire, dove sono maggiori i costi e i disagi. Vogliamo introdurre una fiscalità di vantaggio che premi le imprese in Appennino, a partire dalle piccole e piccolissime perché, se vogliamo che questi comuni vivano, c’è bisogno che non chiudano non solo le grandi imprese, ma anche bar, negozi, artigiani e servizi». —

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