Chiude la tabaccheria viene afferrato al collo e rapinato dell’incasso
«Ho temuto volesse strangolarmi, gli ho detto: prendi tutto» L’uomo ha riportato la frattura a un dito e perso 1500 euro
«Mi stringeva il collo con entrambe le mani. Anche quando sono caduto a terra, mi si è gettato addosso e ha continuato. Non respiravo più: ancora un minuto e avrei perso i sensi». E' parte dell'angosciante racconto che il carpigiano Massimo Pecoraro fa a proposito dell'aggressione e della rapina di cui è rimasto vittima martedì sera.
Titolare di una tabaccheria in via Valdrighi a Modena, laterale che collega via Emilia est a via Vignolese, Pecoraro l'altra sera alle 19.30 come al solito ha chiuso il proprio negozio e si è recato alla macchina, parcheggiata sul lato opposto della strada. «È una via buia e, a quell'ora poco trafficata - spiega - Avevo appena aperto la portiera quando un uomo mi ha preso per il collo, coperto la bocca e buttato sull'asfalto. Senza capire come, in un istante mi sono trovato lì, a pancia in giù, con gli occhiali rotti, una ferita sulla fronte e un dito dolorante». Imperterrito, l'aggressore si è quindi gettato sopra la sua vittima, immobilizzandolo e riprendendo a stringergli il collo. «Non l'ho mai visto in faccia - continua Pecoraro - Mi stava sopra senza dire nulla: è questo dettaglio che ricordo con più inquietudine.. quel silenzio terribile e le mani che mi toglievano il respiro, senza che potessi gridare per chiedere aiuto. Ho realmente pensato di morire».
Poi, approfittando di un istante in cui il rapinatore ha allentato parzialmente la presa, Pecoraro è riuscito a dirgli che se avesse voluto avrebbe potuto prendere lo zaino che era in macchina. E così l'uomo ha arraffato la sacca e si è dileguato nel buio. «Dentro c'erano l'incasso della giornata, le chiavi di casa, il libretto della moto, i miei documenti - spiega - Tutto perduto. Rimasto solo, ho visto un gruppetto di ragazzi lì vicino e ho chiesto aiuto. Facevo fatica a parlare: la stretta sul collo mi ha causato un forte abbassamento di voce. Sul posto sono poi arrivati i carabinieri e il 118: dopo aver fatto denuncia, sono andato in pronto soccorso a Carpi, dove hanno constatato la rottura del dito (la prognosi è di 20 giorni) e dove per fortuna sono state escluse lesioni alla gola. In cinque anni di attività, non mi era mai capitato nulla del genere ma, certo, la mia categoria è una delle più bersagliate e c'era da aspettarselo, anche se si spera non accada mai. Quello che fa più male non è tanto l'aver perso i soldi, ma la violenza dell'aggressione. Ora cercherò di stare ancora più attento. Grazie al cielo, nel male mi è andata bene». —
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