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Da Libera agli avvocati un’attesa fiduciosa per la sentenza Aemilia

A.SETTI E V. CORSINI

«Il dibattimento credo abbia fornito una mole impressionante di elementi probatori per addivenire ad una definizione delle responsabilità».Così Enza Rando, avvocato modenese, vicepresidente nazionale...

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«Il dibattimento credo abbia fornito una mole impressionante di elementi probatori per addivenire ad una definizione delle responsabilità».

Così Enza Rando, avvocato modenese, vicepresidente nazionale di Libera, costituita parte civile al processo Aemilia per la stessa Libera e due associazioni sindacali. Parole pronunciate martedì pomeriggio, quando l’aula bunker del processo Aemilia si stava svuotando, con i tre giudici diretti in questura a Reggio, dove resteranno blindati per due settimane, fino alla sentenza sul troncone principale della più grande inchiesta di mafia infiltrata al Nord Italia.

LO SPAURACCHIO NUOVE LEVE

«E francamente – aggiunge Rando che con il presidente regionale di Libera, Borghi, ha presidiato il processo per tutte le 195 udienze – ancora risuonano in quest’aula le ultime parole del pentito Valerio, per il quale ci sono frotte di giovani in attesa di arruolarsi, anche qui da noi, al servizio di questa mafia che ha contaminato l’Emilia. Credo che la sentenza dovrà dare una risposta anche a queste parole inquietanti, per dare la dritta ai nostri giovani, per dare un segnale…».

LA PERIZIA NEGATA

Tornando poi all’ultima dichiarazione rilasciata dal pentito Valerio, il quale ha accusato Gaetano Blasco di essere affiliato alla cosca ‘ndranghetista emiliana - fatto che sembrerebbe comprovato da una cicatrice a segno della croce sul pollice, simbolo di appartenenza - prima che iniziasse l’ultima udienza, il difensore di Blasco, avvocato Marilena Facente, su richiesta del suo assistito ha chiesto alla Corte che venisse effettuata una perizia medico legale sui pollici di Blasco. Richiesta respinta dai giudici che l’hanno ritenuta “fuori termine” e “non di rilevanza in questa fase”.

I LEGALI DEGLI IMPUTATI

All’ultima udienza anche gli avvocati difensori. Accusati da Valerio di “mancanza di dignità” e “di essere al soldo della ‘ndrangheta” e difesi, invece, dagli imputati che hanno rilasciato le dichiarazioni prima che la corte si ritirasse. A nome di tutti l’avvocato Carmen Pisanello, difensore di una decina di imputati tra i quali Lauro Alleluia, Graziano Schirone, Carmine Belfiore e Michele Bolognino. Quest’ultimo accusato di essere anche il boss che si è accordato con l’imprenditore di S. Felice, Augusto Bianchini, per far lavorare la mafia con i suoi metodi di sfruttamento degli operai nella ricostruzione . «Confidiamo ora nel lavoro dei giudici. Sono chiamati ad un lavoro estremamente puntuale, perché ognuno degli imputati ha diritto ad una puntigliosa valutazione, che deve basarsi su quanto emerso nell’istruttoria, non su altro» ha detto Pisanello il legale tra i più presenti e combattivi durante le 195 udienze. —

A.SETTI E V. CORSINI

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