Il “Progetto salvavita”: 25 defibrillatori in rete e 200 volontari già pronti
CAMPOGALLIANO La Consulta del Volontariato e dell’Associazionismo di Campogalliano, ha organizzato una cena per creare un momento d’incontro tra tutti i soggetti che contribuiscono alla realizzazione...
CAMPOGALLIANO
La Consulta del Volontariato e dell’Associazionismo di Campogalliano, ha organizzato una cena per creare un momento d’incontro tra tutti i soggetti che contribuiscono alla realizzazione del “Progetto Salvavita” per l’emergenza cardiorespiratoria.
In primo piano la Croce Rossa di Carpi e delegazione di Campogalliano per l’impegno nella realizzazione di questo progetto. Sul territorio della Città della Bilancia attualmente vi sono 25 defribillatori e sono 200 le persone formate per il loro utilizzo e coinvolte nei futuri corsi di aggiornamento. Il personale esperto si farà carico per la formazione di altri utilizzatori, il costante monitoraggio degli apparecchi Dae, la rete segnaletica stradale fissa e una costante opera d’informazione ai cittadini in merito all’esistenza della rete stessa.
La cena, ospitata nei locali gestiti dal Circolo Angelo Goldoni di via Albone, è stata realizzata grazie al contributo di alcune realtà territoriale ed all’impegno di alcuni volontari. Silvano Righi, presidente della Consulta del Volontariato e dell’Associazionismo, ha voluto ringraziare. «La rete – ha sottolineato – copre l’intero territorio comunale, comprese le frazioni di Panzano e Saliceto Buzzalino, la zona laghi, i plessi scolastici, le società sportive, le farmacie e le piazze principali del capoluogo. Questo importante presidio funzionerà se vi saranno cittadini volontari pronti ad impegnarsi per il bene di tutti».
Il sindaco Paola Guerzoni ha sottolineato che «il progetto va portato avanti e bisogna farsi trovare pronti nei momenti d’emergenza. Nessuno riesce a fare tutto da solo».
La coordinatrice dei medici di base di Campogalliano, Vanna Rinaldi, ha puntualizzato: «Segno di grande civiltà aver messo in piedi questa rete. Ogni minuto è fondamentale per salvare una vita umana».
Ha portato il suo pensiero anche il medico chirurgo Silvia Neri: «Bisogna avere grande rispetto per i volontari e apprezzare chi lavora sul territorio. È indispensabile formare nuovo personale per fare vivere il progetto». —
NICOLA CALICCHIO
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