Ma nelle strade attorno riesplode la rabbia per balordi e vandalismi
Chissà se il ritorno del Venturi, con 900 ragazzi vocianti, contribuirà a rivitalizzare e superare i problemi che da qualche tempo assillano Via Selmi, Via dei Servi, Piazzale Redecocca. È l’auspicio...
Chissà se il ritorno del Venturi, con 900 ragazzi vocianti, contribuirà a rivitalizzare e superare i problemi che da qualche tempo assillano Via Selmi, Via dei Servi, Piazzale Redecocca. È l’auspicio di residenti e commercianti, dopo l’ultima scorribanda della notte tra sabato e domenica che ha visto alcuni balordi prendere di mira e danneggiare una serie di auto in sosta tra via Camatta e via Selmi.
Il bilancio parla anche di cassonetti rovesciati, cartelli stradali spostati in modo da intralciare il passaggio dei mezzi. Tutto ciò è avvento anche in aree videosorvegliate, ma che secondo chi ha fatto le segnalazioni non sono abbastanza controllate dalla polizia.
«Si potrebbero fare delle ronde nelle ore più critiche, invece si vedono pattuglie che stanziano per ore a pochi metri dalle zone in cui effettivamente ci sarebbe bisogno di un maggiore controllo» sostiene uno dei proprietari delle vetture che hanno subito danni. Il fatto che questo gesto sia stato compiuto apparentemente per il semplice gusto di farlo, è forse il vero motivo della sua gravità.
L’area circostante Piazzale Redecocca sembra rispecchiare quello che accade un po’ ovunque, trattandosi di una zona particolarmente circoscritta in cui le realtà che vivono a stretto contatto tra loro sono varie. Da quanto riferiscono i residenti e i clienti dei ristoranti, spesso si assiste a scene raccapriccianti, atti osceni, consumo e spaccio di droga in una piazza dotata di videosorveglianza, che come in altri luoghi non è abbastanza per dissuadere certi individui dal comportarsi in modo discutibile fin dalle prime ore della sera e addirittura sulla scalinata degli uffici comunali. Un controllo superficiale da parte delle autorità, una generale rassegnazione dei cittadini che sono stanchi di segnalare ed essere ignorati, la paura di non essere tutelati, sono solo alcune delle perplessità emerse parlando con residenti, passanti, commercianti. Tutte persone che hanno esplicitamente chiesto di non essere citate, indice di un generale timore e assenza di fiducia che sembra però più che giustificata.
C’è anche chi, con ottimismo, vede il bicchiere mezzo pieno e dichiara: «Ultimamente la situazione è migliorata, sono tre o quattro giorni che non ci sono problemi di questo tipo».
Parlando con i residenti sono anche emerse contraddizioni. Cittadini che frequentano il centro pur vivendo altrove lo vorrebbero più popolato; i proprietari dei locali si lamentano perché «lottiamo quotidianamente con la burocrazia per ottenere permessi per poter posticipare l’orario di chiusura, - sostengono - quando ai negozi etnici è concesso di vendere alcolici in vetro fino a tarda notte. Quando poi chiediamo di poter mettere sedie e tavoli all’aperto, ci scontriamo con i residenti che pur volendo più sicurezza, spesso prediligono la quiete acustica e si oppongono ai tentativi di riqualificazione che inevitabilmente prevedono un incremento della vita notturna di alcune zone, ma che disincentiverebbero sicuramente attività criminali che facilmente trovano terreno fertile in strade buie e poco frequentate. —
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