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Prof. giurano fedeltà alle medie «E c’è anche chi è tornato»

DANIELE MONTANARI
Prof. giurano fedeltà alle medie «E c’è anche chi è tornato»

Le lezioni pomeridiane non hanno provocato alcuna emorragia dei docenti La vice preside Franchi: «Grande prova di attaccamento e professionalità»

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SERRA

Nessun insegnante delle scuole medie di Serra ha abbandonato la nave in tempesta: alla fatidica data di chiusura organico, tutti quelli che potevano scegliere di andarsene di fronte al peso delle lezioni pomeridiane, alla fine hanno deciso di rimanere. Solo una prof si è trasferita ma col magone, per motivi personali e non per scelta. C’è stato addirittura il rientro di un docente di Matematica che era stato in paese due anni fa e che pur conoscendo la situazione d’emergenza che si è creata a settembre (con il sequestro dei container di piazzale Olimpico) ha deciso di venire lo stesso. Così com’è tornata la prof di Tecnologia dell’anno scorso. In più è arrivato un prof di Italiano molto stimato.

Insomma, gli auspici e gli sforzi (con impeto a volte «da mercato calciatori» per sua stessa ammissione) della vicepreside Maria Franchi, coordinatrice della didattica, sono stati ripagati con il mantenimento di un team di docenti di livello molto alto, che negli anni ha costruito l’ottima “fama” della scuola media di Serra, riconosciuta per la sua qualità anche dagli insegnanti delle superiori.

«Ho vissuto la chiusura organico con una bella ansia, tra paure di partenze da una parte e di cattedre lasciate vacanti dall’altra - spiega - ma non si è verificata né l’una né l’altra cosa. Abbiamo mantenuto un’équipe straordinaria, fatta di insegnanti motivati, pieni di entusiasmo e di voglia di offrire una scuola di qualità ai ragazzi già provati da questa emergenza. Persone estremamente sia sotto il profilo professionale che umano».

Un fatto importante a priori, ma anche in prospettiva: «Credo che sia molto educativo per i ragazzi - sottolinea - l’esempio di adulti che in maniera coerente decidono di portare avanti un progetto didattico pur sapendo che ciò richiederà loro sacrifici personali e anche famigliari, perché le lezioni al pomeriggio sconvolgono le giornate dei prof allo stesso modo di quelle degli alunni. Si manda un messaggio forte: che si crede ancora nella scuola. Ed è importante innanzitutto per il paese, che devo dire mi sembra abbia compreso e apprezzato. Ma è importante anche per i prof che sarebbero rimasti a prescindere».

Come lei stessa, che poteva benissimo mettersi in aspettativa. E che invece già si sbilancia sul prossimo anno: «Sono assolutamente intenzionata a rimanere».

Ma c’è un però, uno scoglio che potrebbe fare infrangere quest’onda di positività: la necessità di avere a inizio 2019 i moduli di San Prospero istallati per permettere di tornare a fare scuola al mattino. Per gli studenti di quest’anno certo (alla fine ne sono partiti una ventina, l’emorragia si è arrestata), ma soprattutto per dare certezze a quelli del prossimo nel momento in cui si fanno le iscrizioni. Altrimenti molti genitori potrebbero portare altrove i loro figli con conseguenze devastanti anche sul mantenimento dei posti di lavoro degli insegnanti che oggi hanno generosamente scelto di rimanere. «Il ripristino delle lezioni al mattino è fondamentale - rimarca la prof - è l’unica via per uscire dalla crisi». Di qui la rinnovata preoccupazione e ansia, nello scorrere da oggi a febbraio. —

DANIELE MONTANARI

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