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San Felice. Sisma, casa ricostruita Ma la camera da letto è alta un solo metro

San Felice. Sisma, casa ricostruita Ma la camera da letto è alta un solo metro

L’assurdo caso di una anziana 88enne che vive in container in un comune della provincia di Modena. Progetto vincolato. Sospesi i lavori, si cerca una soluzione

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SAN FELICE. Carminella ha 88 anni, e nel container dove vive da anni con la figlia, il nipote e i cani dovrà starci ancora per un bel po’. Perché i lavori di ricostruzione della sua casetta di via Rotta, partiti solo pochi mesi fa dopo una estenuante attesa nelle campagne tra San Felice e Ponte San Pellegrino, sono attualmente sospesi.

In attesa che qualcuno trovi una soluzione lecita e fattibile. Motivo: la casetta deve essere ricostruita con la stessa altezza antecedente il sisma, perché c’è un progetto approvato e finanziato (246mila euro, inclusi il pagamento del tecnico e l’iva) da un decreto a firma del sindaco, la famosa cambiale Errani. Ma nessuno si è accorto o ha potuto porre rimedio ad una situazione kafkiana, di quelle che purtroppo la vicenda del terremoto offre, più spesso di quanto non si sappia. Ovvero - in questo caso - che dovendo rispettare l’altezza esterna progettata, la camera da letto del primo piano, sopra al pianterreno, risulta alta un metro e qualche centimetro. Impossibile da abitare.

«E come facciamo noi a ripristinare la nostra camera da letto? È una situazione assurda, mia madre non può più permettersi alla sua età di vivere ancora in queste condizioni», dice disperata la figlia.

La questione non è semplice, in effetti: «Non posso violare le altezze - spiega il costruttore - anche se nel progetto che attinge ad una vecchia misurazione c’è evidentemente un errore: prevedeva internamente una altezza di un metro e ottanta centimetri al primo piano, che le dimensioni esterne non consentono. Abbiamo fatto di tutto per aiutare questa famiglia, il container lo abbiamo messo a disposizione noi accanto al cantiere perché non erano disponibili a sistemarsi altrove. Ma qui occorre poter intervenire diversamente. Mi sono anche accollato la messa in sicurezza di un fienile pericolante e adiacente...». Di mezzo c’è anche un avvocato, che assiste la famiglia: «Sabato dovremmo incontrarci in Comune, tutte le parti, per capire se sarà, ad esempio, possibile derogare a quella altezza, il necessario a sbloccare l’assurdo e a far ripartire i lavori», spiega l’avvocato, che da mesi cerca disperatamente di trovare una soluzione alla camera da letto.... per nani. —



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