Si alza il sipario sulla piscina Gobbi: «Sarà un centro vitale»
Presentato il progetto con tre vasche, quattro spogliatoi, il bar e l’area esterna Biolchini: «Alla comunità mancava il servizio, era un dovere riconsegnarglielo»
PAVULLO
«Non una soluzione di ripiego, ma un impianto d’avanguardia al servizio di una comunità molto vasta». Così il sindaco Luciano Biolchini ha “alzato i veli” mercoledì sera sull’attesissimo progetto della nuova piscina coperta di Pavullo, che non contempla più l’edificazione sui campi da tennis (per i noti rilievi mossi dalla Soprintendenza il 18 giugno 2016) ma la ristrutturazione del vecchio edificio. Un cambio di sito che ha comportato una complessa operazione amministrativo-progettuale.
In una sala piena, un ampio staff ha illustrato opera e piani di gestione: l’ingegnere Luca Bernardoni (progettista per Archilinea), l’architetto Giuseppe Gervasi (direttore lavori), Roby Malverti (Studio Fb, impianti), Stefano Gobbi (presidente Csi Modena), Raffaele Della Casa (Cda Appennino Sport), Monica Savini e Luca Tonelli (Pergolesi Sport).
In apertura, Biolchini ha voluto ricordare come si è arrivati a questo punto: «Dopo un approfondimento tecnico-giuridico - ha spiegato - siamo giunti alla conclusione che il progetto originario non fosse più attuabile a causa del contenzioso che poteva sorgere, il cui esito era assolutamente incerto. E avrebbe dilatato i tempi di esecuzione in maniera incompatibile col mantenimento del contratto sottoscritto il 26 febbraio 2016 col concessionario (Appennino Sport, di cui è socio il Csi, ndr) e dei finanziamenti della Fondazione Crmo. Le scelte del passato erano legittime, sono subentrati eventi non imputabili a nessuno. Ma alla comunità mancava un servizio ed era nostro dovere riportarlo al più presto».
È stata mantenuta l’idea originaria delle tre vasche: la più grande lunga 25 metri (con una profondità da 1,1 a 1,5), la più piccola (per i bimbi) di 9,5 (profonda 0,70) e una terza da 12,5 (profonda 1,30) dedicata a disabili, gestanti e riabilitazione. Quattro gli spogliatoi: per uomini (63 metri), donne (65), bimbi (34) e istruttori (15). Poi reception (38 metri), bar (127 metri) con area esterna (95), servizi, uffici e infermeria (65 complessivi).
Il prefabbricato antisismico sarà in calcestruzzo, rivestito di pannelli Alucobond di pregio, con ampie vetrate a luce diffusa e largo uso di policarbonato. Il tutto a servizio di un bacino montano di 55mila persone, con ampia presenza di over 50 (27%) e over 70 (16,8%). «Perciò l’attività deve essere inter generazionale - ha detto Gobbi - e inclusiva: nuoto agonistico ma anche fitness e relax. Il nostro è un progetto di comunità che vuole fare di questo un luogo di aggregazione e di relazioni: non chiamatela solo piscina. La profondità di 1,5 metri della vasca grande (in sala c’era chi ne voleva 2, ndr) è funzionale anche alla sostenibilità delle spese: questo impianto deve essere un’opportunità, non un peso. Ci sono in giro troppi impianti agonistici diventati cattedrali nel deserto». Il Csi prevede l’apertura di una sua sede a Pavullo, che darà lavoro a 35 persone. —
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