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Si alza il sipario sulla piscina Gobbi: «Sarà un centro vitale»

Daniele Montanari
Si alza il sipario sulla piscina Gobbi: «Sarà un centro vitale»

Presentato il progetto con tre vasche, quattro spogliatoi, il bar e l’area esterna Biolchini: «Alla comunità mancava il servizio, era un dovere riconsegnarglielo» 

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PAVULLO

«Non una soluzione di ripiego, ma un impianto d’avanguardia al servizio di una comunità molto vasta». Così il sindaco Luciano Biolchini ha “alzato i veli” mercoledì sera sull’attesissimo progetto della nuova piscina coperta di Pavullo, che non contempla più l’edificazione sui campi da tennis (per i noti rilievi mossi dalla Soprintendenza il 18 giugno 2016) ma la ristrutturazione del vecchio edificio. Un cambio di sito che ha comportato una complessa operazione amministrativo-progettuale.

In una sala piena, un ampio staff ha illustrato opera e piani di gestione: l’ingegnere Luca Bernardoni (progettista per Archilinea), l’architetto Giuseppe Gervasi (direttore lavori), Roby Malverti (Studio Fb, impianti), Stefano Gobbi (presidente Csi Modena), Raffaele Della Casa (Cda Appennino Sport), Monica Savini e Luca Tonelli (Pergolesi Sport).

In apertura, Biolchini ha voluto ricordare come si è arrivati a questo punto: «Dopo un approfondimento tecnico-giuridico - ha spiegato - siamo giunti alla conclusione che il progetto originario non fosse più attuabile a causa del contenzioso che poteva sorgere, il cui esito era assolutamente incerto. E avrebbe dilatato i tempi di esecuzione in maniera incompatibile col mantenimento del contratto sottoscritto il 26 febbraio 2016 col concessionario (Appennino Sport, di cui è socio il Csi, ndr) e dei finanziamenti della Fondazione Crmo. Le scelte del passato erano legittime, sono subentrati eventi non imputabili a nessuno. Ma alla comunità mancava un servizio ed era nostro dovere riportarlo al più presto».

È stata mantenuta l’idea originaria delle tre vasche: la più grande lunga 25 metri (con una profondità da 1,1 a 1,5), la più piccola (per i bimbi) di 9,5 (profonda 0,70) e una terza da 12,5 (profonda 1,30) dedicata a disabili, gestanti e riabilitazione. Quattro gli spogliatoi: per uomini (63 metri), donne (65), bimbi (34) e istruttori (15). Poi reception (38 metri), bar (127 metri) con area esterna (95), servizi, uffici e infermeria (65 complessivi).

Il prefabbricato antisismico sarà in calcestruzzo, rivestito di pannelli Alucobond di pregio, con ampie vetrate a luce diffusa e largo uso di policarbonato. Il tutto a servizio di un bacino montano di 55mila persone, con ampia presenza di over 50 (27%) e over 70 (16,8%). «Perciò l’attività deve essere inter generazionale - ha detto Gobbi - e inclusiva: nuoto agonistico ma anche fitness e relax. Il nostro è un progetto di comunità che vuole fare di questo un luogo di aggregazione e di relazioni: non chiamatela solo piscina. La profondità di 1,5 metri della vasca grande (in sala c’era chi ne voleva 2, ndr) è funzionale anche alla sostenibilità delle spese: questo impianto deve essere un’opportunità, non un peso. Ci sono in giro troppi impianti agonistici diventati cattedrali nel deserto». Il Csi prevede l’apertura di una sua sede a Pavullo, che darà lavoro a 35 persone. —

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