Spilamberto. Architetto vince bando al Tecnopolo, insulti su Facebook
La professionista ha condiviso l’evento sulla pagina di paese Piovono insinuazioni politiche, battute sessiste e razziste
SPILAMBERTO. Condividere. Gioie, emozioni, ricordi. E perché no, problemi e proposte. Anche critiche, dure a volte. Così, alcuni anni fa, erano nati i gruppi di paese su Facebook. Un bel passatempo, in cui incontrarsi con amici. Deve averlo pensato anche quell’architetto che due giorni fa ha condiviso su “Sei di Spilamberto se” una nuova opportunità lavorativa: la professionista, infatti, postando una foto del Tecnopolo e di un ufficio annunciava di aver vinto un bando e dunque di aver avuto la possibilità di sviluppare una start up su sistemi abitativi in cohousing. E lo ha fatto senza scherno verso gli altri o senza vantarsi. Ha condiviso, in maniera genuina. Non lo avesse mai fatto. È stata sommersa di offese più o meno velate, frasi sibilline a volte. Scritte da chi pensa di saperla lunga e dunque si arroga il diritto di conoscere inquietanti retroscena. Un utente, ad esempio, lascia sottintendere che l’architetto in questione ha vinto il bando poiché vicina a una certa fazione politica, paventando così un reato alquanto grave. Immancabili, poi, le offese sessiste, perché di fronte a una donna architetto magari qualcuno si spaventa e così il coworking (ovvero la condivisione dell’ambiente di lavoro, cosa che avviene al Tecnopolo) diventa un “threesome”, una pratica sessuale in cui sono coinvolti tre soggetti. La classica orgia.
Ci si attenderebbe, dunque, che perlomeno le utenti si indignino e si schierino a favore della donna che in quel momento viene bersagliata. Fatto che ovviamente non avviene, tanto che gli interventi delle signore diventano taglienti come quelli degli uomini. Di tanto in tanto qualcuno si congratula, ma è l’eccezione. Poi, immancabile, arriva il commento razzista. Quando l’architetto spiega che si occuperà di nuove modalità abitative, ecco la foto di un villaggio africano con una famiglia di colore in piedi di fronte a una capanna con scritto: «Forse sono nuove soluzioni per incrimentare il livello di accoglienza».
Abbiamo lasciato l’errore di ortografia. Finale migliore non c’era. —
GIOVANNI BALUGANI. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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