Ballando flamenco per esprimersi con la disabilità: un progetto modenese
Si è concluso la settimana scorsa con un saggio a Fiorano Modenese la prima edizione del workshop internazionale di “Flamenco Inclusivo” organizzato da Cristina Barchi di G.S. Libertas...
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MODENA. Si è concluso la settimana scorsa con un saggio a Fiorano Modenese la prima edizione del workshop internazionale di “Flamenco Inclusivo” organizzato da Cristina Barchi di G.S. Libertas Fiorano con la preziosa collaborazione del maestro e coreografo José Galan, ideatore del progetto direttamente da Siviglia per questa iniziativa. Una settimana di lezioni aperte a tutti con lo scopo di avvicinare le persone al flamenco, rivolto in particolare a persone con disabilità.
L’obiettivo? Quello di farle divertire con la danza, stimolare la creatività e l’arte che ognuno ha dentro di sé e soprattutto potenziare le qualità facendo emergere il talento, in particolare verso chi ha difficoltà motorie che in questa forma d’arte trova uno strumento d’espressione. «Il maestro Galan ha creato questo progetto nel 2010 - racconta Cristina - essendo lui pedagogo e coreografo e ha deciso di occuparsi di persone con disabilità attraverso il flamenco inclusivo. Io l’ho conosciuto in Spagna quest’anno proprio ad un corso di flamenco inclusivo e l’ho portato qui in Italia perché il progetto è davvero interessante».
Un workshop che è stata un vero e proprio successo, una quarantina di persone tra le quali 27 disabili e operatori delle associazioni che, con il supporto di ballerine provenienti da tutta Italia, hanno imparato le basi di questa famosa danza spagnola, divertendosi, stando insieme, imparando l’uno dall’altro. «Si parte dalla danza - spiega il maestro Galan - e in base alle diverse disabilità delle persone si utilizza la ritmica del flamenco per disegnare o utilizzare altri strumenti per far lavorare le persone. Il flamenco è lo strumento di sviluppo personale, in particolare per le persone con disabilità che incontrano nel flamenco un modo per esprimere se stessi. L’importante non è farlo bene ma esprimersi».
Il workshop è stato reso possibile grazie al sostegno di alcune associazioni, spiega ancora Cristina, tra le quali Gulliver, Anffas e Agape e il Comune di Fiorano e Formigine insieme al Csi che hanno supportato l’idea. —
SERENA FREGNI
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