Biblioteca Estense al S.Agostino Bagnoli prende tempo sui libri
La direttrice delle Gallerie: «Intanto costruiamo insieme questa casa comune Prematuro dire quanta e quale parte del patrimonio librario potremo trasferirvi»
Occorre attendere. E’ questo il messaggio che il Ministero per i beni culturali, partner del mega e discusso progetto del Sant’Agostino, ha ieri trasmesso al Comune attraverso l’intervento in commissione comunale di Martina Bagnoli direttore delle autonome e statali Gallerie Estensi. L’intervento di Bagnoli ieri era atteso perché la stessa dirigente pubblica era stata quella che di fatto aveva “abbattuto” le due torri di Gae Aulenti spiegando un paio di anni fa di non poter trasferire materiali antichi della biblioteca storica.
Cosa ha detto Bagnoli? Ha rimandato ogni decisione su cosa trasferire della Biblioteca Estense al Sant’Agostino - comunque “poco”, almeno rispetto alle immense ricchezze che la biblioteca ex ducale e ora statale e universitaria possiede - a tempi più lunghi. «Lo Stato - spiega Bagnoli - sta investendo moltissimo sulle Gallerie Estensi anche perché con il S.Agostino abbiamo un legame ad esempio con i musei universitari. Tutto ciò e molto altro si potrà sviluppare attraverso una sala di lettura e collegamenti con il polo dell’immagine contemporanea. Ma al momento non parlo di quali fondi librari trasbordare al Sant’Agostino perché tutto ciò è prematuro, ne devo parlare con la Direzione generale biblioteche di Roma e ancora non abbiamo iniziato a discuterne. Parlare, dunque, di cose porteremo al Sant’Agostino è prematuro, intanto costruiamo una casa comune che preveda il potenziamento di un istituto importante, oggi parte delle Gallerie, che oggi ha gravi problemi di spazio al Palazzo dei Musei. Certo non potevamo lasciare un buco a Palazzo dei musei trasferendo l’Estense di là».
Martina Bagnoli crede nel progetto, ma appunto ritiene prematuro il trasferimento anche perché i tempi del restauro non si conoscono: dopo 11 anni il sindaco vuole aprire il cantiere entro fine anno, ma si attende sempre il via libera da parte della Soprintendenza di Bologna. «Come Gallerie Estensi abbiamo un piano strategico complessivo - conclude la dirigente - e oggi galleria e biblioteca sono integrate insieme. Già oggi abbiamo lettori e frequentatori giovani nonché un vastissimo raggio di materiali che si lega bene a quel che gli utenti chiedono in prestito».
Più critica e tranchant sul progetto è Rossella Ruggeri degli Amici di Sant’Agostino che ha letto una nota: «Siamo in una fase convulsa del progetto e siamo qui nonostante le forti critiche alle associazioni cittadine (si riferisce alle parole di fuoco del sindaco Muzzarelli, ndr). Il progetto è una grande opportunità per Modena perché non ha pari in Italia ma vediamo aspetti critici. Intanto l’Estense sembra destinata a divenire una biblioteca di pubblica lettura, con il depotenziamento delle comunali Poletti e Delfini. Il Comune, con risultati devastanti, non ha neppure accompagnato la nascita privata della Fondazione Mav con la Civica che andrà Al S.Agostino. Progetto di governance, infine, troppo povero e barocco, una visione astratta e fuorviante». Prima delle domande dei consiglieri comunali e dell’intervento del vicesindaco Gianpietro Cavazza, è intervenuta anche la direttrice di Fmav Diana Baldon. «Dopo un anno - dice Baldon - abbiamo chiuso la fase di start-up, abbiamo dovuto fare mostre velocemente insieme a molti altri progetti. Il nostro operare si sposa con l’interdisciplinarietà prevista al S.Agostino». —
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