Blumarine e Blugirl. Un romanticismo moderno per una donna forte e spontanea
Anna Molinari non rinuncia alle rose ma disegna anche capi dal taglio maschile Giochi di alternanza: tessuti leggeri, velluti, silhouette morbide, capi spalla asciutti
MODENA. La bellezza dell'essere naturali e lasciare da parte ogni sovrastruttura per mostrare, nella quotidianità, una femminilità spontanea e consapevole. Sono questi i codici che Anna Molinari ha applicato alle sue collezioni invernali di Blugirl e Blumarine introdotte da significative campagne pubblicitarie ambientate in scenari diametralmente opposti, ma con un unico filo conduttore: un moderno romanticismo. Quella di Blugirl ha come protagoniste le modelle Marland Backus, Molly Finnigan e Zoi Mantzakanis, fotografate da Brianna Capozzi.
Ritratti di giovani donne a New York, nel quotidiano di incontri e di emozioni. Istantanee di vita che raccontano una bellezza spontanea e personale, dinamica e consapevole. Quella di Blumarine vede la top croata Faretta Radic fotografata da Luigi&Ianco in scenari incontaminati e selvaggi. Per la linea più giovane di casa Blufin la palette cromatica gioca tinte autunnali su tessuti che alternano esperienze sensoriali in contraddizione tra loro: leggerezza e struttura, lucido e opaco. Grandi protagonisti lo chiffon e la georgette, sul quale sbocciano delicate rose cipria, bordeaux, beige, su abiti dalle linee fluide e scivolate arricchite da rouches. Ma anche velluto dei pantaloni a coste fermati in vita da cinture in morbidissima fur, pizzo, strass, paillettes, tessuti metallizzati. In abbinamento maglioni over e rivisitazioni del BluV in colori anni '80.
La maglieria a costa inglese, con trame jacquard e finiture di marabù, è abbinata al tartan con effetti plissé o con ricami in paillettes. Nella capsule prefall il tessuto Principe di Galles acquista un twist metropolitano con decori con frange nere e ricami argento. I capospalla sono in ecopelliccia o cappotti rigorosi.
La collezione Blumarine, invece, punta sul mix and match poco ragionato, ma molto istintivo fondendo l'etereo e il voluttuoso, il delicato e l'assertivo con elegante nonchalance. Gli abiti hanno la silhouette allungata e morbida, sono lunghi e fluttuanti contrapposti a giacche corte con pantaloni a vita alta, capospalla asciutti con frange danzanti. Non possono mancare le rose, stampate su materiali insoliti, inaspettati, che si trasformano in elementi visivi e materici su giacche di montone e cappotti di panno, diventando romantiche, mentre sul tulle diventano pittoriche e tattili. Piume di marabù corrono lungo l'orlo di abiti sfumati, o brulicano su cappotti estremamente femminili. il tailoring in jersey metallizzato aggiunge una certa fermezza al mix di pezzi fragili e outwear protettivo con accenni anni Settanta. Stivali di pitone completano i look, suggerendo una certa risolutezza per la donna Blumarine nonostante la delicatezza che, apparentemente, da sempre proietta nel mondo.
Texture e colori si compenetrano: chiffon, tulle, jersey e lane, in una palette di pastelli e neutri impalpabili che si intensificano progressivamente in sfumature di blu notte, con tocchi metallici che aggiungono glamour e luce. Il commento di Anna Molinari è dedicato alle donne forti che l'hanno ispirata nel disegnare gli abiti di questa stagione: «È una collezione che può sembrare femminile e dolce, con le mie rose, con tutti i fiori in bocciolo, ma se la guardate da vicino, scoprirete anche capi come pantaloni dal taglio maschile, completi dall'allure militare». Nel momento in cui è andata in scena la sfilata a Milano, si era in pieno fervore del movimento “me too” e la designer ha voluto esprimere il suo parere: «Noi donne siamo oppresse dal mondo che ci circonda, ed è giunto il momento di dire “basta!”. Basta essere vittime di vessazioni, soprusi o violenze anche psicologiche. Con questa collezione voglio esprimere la forza attraverso la bellezza». —
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