Guidoni a Modena con gli studenti universitari: «Il futuro è vostro ma bisogna studiare»
Il pioniere dello spazio ha rimarcato l’importanza di geologia. «Dallo spazio si vedono le ferite inferte dall’uomo alla Terra»
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MODENA. «Ragazzi, il futuro è vostro: studiate e conquisterete Marte». Parola di pioniere dello spazio. Umberto Guidoni ha esortato ieri sera i futuri scienziati Unimore. Il primo astronauta europeo a bordo della Stazione spaziale internazionale ha intrapreso una missione speciale. Ha dovuto lanciare lo sguardo “Oltre la Terra” in via Campi per l’Happy 60th BEarth day, il 60esimo anniversario del dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche.
«La geologia è sempre più importante nelle esplorazioni spaziali – ha confidato Guidoni – e lo sarà sempre di più nel momento in cui torneremo a esplorare la luna e in futuro metteremo piede su Marte. State certi che serviranno anche i geologi, per i quali si apre una nuova realtà. Siamo stati confinati negli ultimi cinquant’anni (nel 2019 si festeggia mezzo secolo dallo sbarco sulla luna) nell’orbita terrestre. Nei prossimi dieci o venti anni ricominceremo con le esplorazioni della luna e poi metteremo piede su Marte. L’esplorazione sarà sul terreno, per cui dovremo capire come s’è formato Marte, quali sono le caratteristiche del sottosuolo, se ci sono le risorse per vivere sul pianeta».
Un’avventura che l’astronauta sarà pronto a vivere… ma da spettatore. «La mia avventura del futuro è limitata su questo pianeta – ha aggiunto con un sorriso Guidoni, che ha trascorso in tutto circa un mese osservando la Terra dall’alto – mentre l’esperienza per me è più interessante è stata la seconda missione sullo Space Shuttle. Abbiamo realizzato la Stazione spaziale internazionale, che oggi resta l’avamposto più avanzato dell’umanità nello spazio e che è ancora in funzione, quasi vent’anni dopo la mia missione (datata 2001)».
Se l’astronauta potesse attraversare la quarta dimensione, come nel film Interstellar, e rivedesse se stesso da universitario sceglierebbe lo stesso percorso. Agli universitari di oggi ha poi voluto dare altri consigli.
«Tutte le discipline scientifiche sono simili – ha esposto Guidoni – perché c’è un impatto iniziale per padroneggiare la matematica e un po’ di tecnica, poi il percorso diventa molto affascinante quando si arriva alle materie legate alle proprie aspirazioni. Per quanto sia complicato, le materie scientifiche offrono oggi la possibilità di guardare al futuro. Esso si basa sempre più sulla tecnologia, che è a sua volta frutto della nostra conoscenza scientifica».
Osservando “Oltre la Terra”, come il titolo del suo intervento, l’astronauta ha garantito che «si vedono le ferite inflitte dall’uomo». Una sfida contro i cambiamenti climatici globali condivisa anche dal professor Alessandro Gualtieri, direttore entrante del dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche. «Noi geologi di solito voltiamo lo sguardo verso il basso, guardiamo, raccogliamo campioni – ha riconosciuto Gualtieri, che s’insedierà il primo novembre – per cui volevamo vedere una prospettiva nuova: lo sguardo dell’astronauta sul nostro pianeta. Solo così si riescono a risolvere i problemi a livello globale». —
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