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I ragazzi di Modena in un film con Haber: la prima modenese

DAVIDE BERTI
I ragazzi di Modena in un film con Haber: la prima modenese

Un gruppo di giovani, insieme ad Achille Missiroli, nel film con Alessandro Haber. L’educatrice Marcella Vaccari: «Emerge un mondo meraviglioso da raccontare» 

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MODENA. Un film, tante storie, la vita. Quella vera. Portata sullo schermo da un progetto attento che ha messo al centro le persone, ognuna con le sue sensibilità, senza distinzioni ma solo con grande naturalezza. C’è anche un’anima modenese in alcune scene del film “In viaggio con Adele”, per la regia di Alessandro Capitani.

Nel cast anche il modenese Achille Missiroli, per tutti Aky, 20enne noto anche ai ragazzi modenesi per il suo percorso di lettura nelle scuole:

«È affetto da autismo - spiega l’educatrice Marcella Vaccari - ma il film non si sofferma nel descrivere le diversità, ma approfondisce le storie, le relazioni, la vita appunto». Così Achille è finito da Modena a Roma, nella preserata di inaugurazione del Festival del Cinema, insieme ad un cast stellare come è la sua piccola parte nella pellicola: red carpet anche per lui, insieme ad Alessandro Haber, Sara Serraiocco e Isabella Ferrari. Ma l’anima di Modena in questo progetto è ancora più grande: non c’era solo Achille a Roma, ma anche il gruppo di ragazzi, tutti certificati e affetti da forme di neurodiversità, che con una grande comparsa di gruppo ha animato una delle scene più movimentate del film, fatta di musica e balli.

Merito loro, certo, ma anche di chi a Roma li ha portati perchè da sempre crede che l’esperienza sia la miglior medicina per disegnare i tratti positivi della propria vita: «Achille ha fatto un provino e già aveva preso parte al film “Tommy e gli altri” di Gianluca Nicoletti - spiega sempre Marcella Vaccari - il suo è stato un ruolo ben definito. Poi mi è stato chiesto se potevo portare alcuni ragazzi per completare alcune scene. Ne è nata una trasferta a Roma di due giorni dove questi ragazzi sono stati veri e propri attori sul set, dai camerini al trucco, fino alle scene con i protagonisti».

Marcella fa parte del personale educativo assistenziale di Gulliver e come educatrice esperta segue progetti legati alla neurodiversità, Da Nessuno Escluso al volontariato con Il Tortellante, fino a Fuoriclasse e ai progetti socio occupazionali di Villa Forni, che frequenta anche lo stesso Achille: «Quando mi chiedono cosa facciamo io rispondo sempre “siamo nel mondo”. Quando parliamo di disabilità dobbiamo andare oltre il posto auto riservato. Servono contenuti, progetti, strategie. Questo film, con questi nostri ragazzi dai 12 ai 20 anni, è riuscito in un obiettivo insolito e coraggioso: non usare il tema disabili come un richiamo alla vendita del prodotto o alla spettacolarizzazione di certe situazioni, ma semplicemente un modo per creare emozioni e far vivere a loro una situazione comunque insolita».

Il film parla di un uomo che apprende improvvisamente di essere il padre di Adele: «È un film che racconta di persone vere - conclude Marcella - e le mette al centro, tenendo sullo sfondo le loro diversità e facendo invece emergere il loro mondo meraviglioso: la figura del gatto immaginario del film è quanto di più reale ci sia per descrivere il mondo di questi ragazzi, troppo spesso visti come una fortezza impenetrabile».

Ieri sera, alla prima modenese che si è tenuta al cinema Astra, tanta gente e tanta emozione. Il film è da vedere: c’è tempo fino a mercoledì all’Astra. —

DAVIDE BERTI

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