Il coraggio di Federica e una vita sotto scorta
Minacce di morte, lo spaccio di droga, il traffico di armi, la mafia, la paura di parlare… quotidianità all’ordine del giorno per Federica Angeli giornalista de “La Repubblica” che con le sue...
Minacce di morte, lo spaccio di droga, il traffico di armi, la mafia, la paura di parlare… quotidianità all’ordine del giorno per Federica Angeli giornalista de “La Repubblica” che con le sue inchieste giudiziarie antimafia vive sotto scorta e giovedì sera, è stata premiata per l’impegno nella lotta per la legalità. A lei è andato il premio “Ne vale la pena 2018”, che in passato venne consegnato a Rita Borsellino, Nino di Matteo e Franco de Roberti. Al centinaio di persone presenti il suo racconto ha commosso e reso consapevoli di una realtà come la mafia purtroppo, esistente da troppi anni.
Angeli che ha presentato anche il suo libro “A mano disarmata. Cronaca di 1700 giorni sotto scorta” ha parlato del caso Ostia. «Per troppo tempo ad Ostia è stato sottovalutato il non indagare all’interno di quello che via via si stava trasformando in una criminalità mafiosa organizzata. Non è un caso che non abbia nome: vi era un potente rifiuto nell’accettare l’esistenza di una mafia che parlasse il dialetto romano - ha detto la giornalista - Era inconcepibile l’idea che Roma condividesse lo stesso pezzo di cielo della mafia».
«Paura? Quando ti senti solo la paura si amplifica. Ho cominciato ad avere paura quando, durante un servizio giornalistico, ho incontrato di persona Armando Spada. Era il 23 maggio. Entro nel loro stabilimento, scendo le scale, trovo persone che giocano a carte e chiedo di chiamare il proprietario per chiedere cosa ne pensava della criminalità organizzata. Dall’entusiasmo di averlo incastrato non mi accorgo di essere stata circondata dai suoi scagnozzi che quando vedono il led rosso della telecamera dicono “Questa lo sapete che c’ha tre figli. Che dite, sparamo alla figlia?... Ma rifarei tutto. Se potessi riavvolgere il nastro, alla luce di tutte le cose positive che sono avvenute, rispondo sì». —
BEATRICE SCHENA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google