Piccinini: «Sì all’unione nell’Alleanza delle coop»
«La cooperazione non è di sinistra o di destra: l’unificazione sarà un obiettivo per valorizzare le specificità». Ieri l’assemblea per i 70 anni dell’associazione
Quella che si è tenuta ieri a Baggiovara per Confcooperative Modena era l’assemblea con cui si celebravano i 70 anni dalla nascita dell’associazione, avvenuta nel 1948.
E il presidente Carlo Piccinini ha colto l’occasione della sua relazione per parlare di uno dei mali che angustiano il settore cooperativo: «Le false cooperative - ha detto Piccinini - sono un cancro da estirpare con determinazione. Serve una coesione tra movimento cooperativo, istituzioni, sindacati e categorie imprenditoriali. Occorre anche sanzionare le imprese committenti che, pur di lucrare qualche euro in più, si servono delle false cooperative e dello sfruttamento del lavoro che queste fanno».
«La cooperazione non è di sinistra o di destra: è delle cooperatrici e dei cooperatori. Per questo non tradiremmo i padri fondatori della Confcooperative se dovessimo procedere all’unificazione del movimento cooperativo - ha affermato Piccinini - L’Alleanza delle Cooperative Italiane (il soggetto unitario costituito da Agci, Confcooperative e Legacoop) può essere un obiettivo da raggiungere se avrà come prospettiva la valorizzazione delle aspettative e specificità delle cooperative». A questo proposito Piccinini ha ricordato che Confcooperative si ispira alla dottrina sociale della Chiesa, alla quale si devono principi, come sussidiarietà e solidarietà, nei quali oggi molti si riconoscono.
Dopo avere ricordato i cooperatori che negli anni hanno fatto grande l’associazione citandone, per tutti, due scomparsi di recente (don Sergio Mantovani ed Ermete Modena), il presidente di Confcooperative Modena ha toccato anche temi di attualità locale, come la Cispadana.
«Un’arteria di cui il nostro territorio ha bisogno per rilanciare un’area della nostra provincia che, nonostante il terremoto, ha dimostrato una vitalità straordinaria che va accompagnata. Quanto alla montagna - ha aggiunto Piccinini - la cooperazione ha un ruolo fondamentale, basti pensare alla diffusa produzione di Parmigiano Reggiano e alla sua filiera. È necessario lavorare per una nuova visione del nostro Appennino, dove i servizi di welfare oggi sono garantiti soprattutto grazie alla capillare presenza delle cooperative sociali e dove le cooperative di comunità – ha concluso il presidente di Confcooperative Modena – possono rappresentare un’alternativa all’abbandono di borghi e paesi».
Oggi Confcooperative Modena associa quasi 200 cooperative che hanno 32.600 mila soci, 4.500 addetti (per due terzi donne) e fatturano complessivamente 550 milioni di euro. —
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