Processo Cpl, sentiti Barbieri e il consulente “copia-incolla”
Il nuovo presidente chiamato a testimoniare davanti all’ex Casari, ora imputato Massimo Ferrandino invece spiega la fattura sul costoso parere preso da internet
concordia
Era stato più volte citato nelle precedenti udienze e ieri, dopo un’attesa di oltre cinque ore, il nuovo presidente di Cpl Paolo Barbieri ha fatto la sua apparizione - nella veste di testimone - al processo sulle tangenti e sull’associazione a delinquere per la metanizzazione di Ischia. Apparizione fugace, richiesta dalla difesa dell’imputato Verrini, e consistita di poche domande; anche se Cpl, si ricorderà, è imputata come azienda per aspetti amministrativi al processo, ma al tempo stesso è parte civile e, con ieri, ha in qualche modo figurato anche come testimone.
In premessa, Barbieri ha ricordato di essere stato nominato presidente a giugno 2018, e alla prima domanda ha risposto di avere ricoperto, tra il 2010 e il 2015, dapprima un ruolo di dipendente e socio nell’ufficio dei contratti di acquisto di gas ed energia, poi quello di responsabile di uno staff di 5 persone, che si occupavano di efficientamento energetico: «Ricordo in quanto socio che Verrini lavorava nell’ufficio accanto al mio, avevamo ruoli diversi e si è occupato delle commercializzazioni, ma non ricordo, non so se avesse mai assegnato delle consulenze», ha risposto Barbieri a domanda precisa.
Una domanda perentoria gliel’ha formulata anche l’avvocato Vellani, che difende Casari: «È mai stato ad Ischia?».
«Si, dal 2013 al 2015», ha fatto in tempo a dire Barbieri, prima che altri avvocati e il pm Niccolini facessero notare che questo non era oggetto della testimonianza. Vellani - che poco prima di formularla aveva duramente zittito il suo assistito Casari, creando qualche imbarazzo - ha così ritirato la domanda, che di fatto ha chiuso la testimonianza. Altre ne sono seguite, fino a sera, sulla stessa monotona lunghezza d’onda.
Più accesa la mattinata, con l’interrogatorio di Massimo Ferrandino, fratello del sindaco di Ischia e di fatto accusato di un delittuoso conflitto di interessi, in quanto fratello del sindaco (dove Cpl ha gestito la metanizzazione), consulente a Ischia di Cpl (per l’illuminazione...), titolare dell’albergo di famiglia dove Cpl ha preso in affitto per due anni le famose stanze con un prezzo che era considerato una sorta di tangente alla famiglia del sindaco (a Ischia sono andati centinaia tra soci e ospiti di Cpl) e per di più avvocato ingaggiato da Cpl. Proprio sulle consulenze legali di Ferrandino si sono concentrate le domande durante l’interrogatorio. In particolare su una consulenza da 20mila euro sulle opportunità aperte dal renziano del “Decreto del Fare”. Consulenza che per l’accusa si era tradotta in un volgare “copia e incolla” da internet, ai danni dei due ignari autori di un testo scientifico sul tema. Quindi chiaramente si doveva trattare di altro...
Ferrandino ha ripetutamente affermato che per le sue prestazioni legali era stato pagato poco, che per tre processi tributari alla fine non è stato neppure pagato, che aveva perso giorni e tempo per fare “scouting” in Vaticano a favore di Cpl, ma che non poteva fatturare quel servizio come consulenza legale, ma che aveva diritto ad un ristoro... Giustificazioni che non sono state accolte così convintamente, viste le domande. Ora di testimoni ne saranno sentiti un centinaio. —
A.SE.
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