«Lo schermo del pc non vi protegge dal cyberbullismo»
L'incontro sui pericoli di internet con i ragazzi dell’Iti Corni Il padre di Carolina: «Le parole fanno più male delle bombe»
«Lo schermo non protegge nessuno». L’avvertimento è stato dato ieri mattina agli studenti di terza dell’istituto tecnico Corni. Nell’aula magna del Polo Leonardo le ragazze e i ragazzi hanno partecipato con attenzione ed entusiasmo all’incontro “Cyberbullismo e hating: il lato oscuro dei social”. Nativi digitali, hanno quasi tutti un profilo social e conoscono la pratica del sexting. Le scoperte non sono però mancate, dal dolore che può causare un “like” alle arti marziali in rete per difendersi dai bulli.
«Il tuo cognome è come quello della Boldrini e meriti di morire». Nicoletta Boldrini, giornalista, è stata coinvolta dalle offese all’ex presidente della Camera. «Ho un carattere forte – ha spiegato ai giovani la cronista – ma ho sofferto e chiesto aiuto». Una scelta diversa ha fatto Carolina Picchio. Ripresa mentre era semicosciente a una festa, è entrata in incubo senza ritorno: offese da ignoti in rete, vergogna, chiusura in sé fino al tragico salto dal balcone di casa. Aveva 14 anni. «Le parole fanno più male delle botte. Ma a voi non fanno male? Siete così insensibili?», l’ultimo messaggio. «Le parole fanno più male delle bombe – ha commentato in un messaggio il padre Paolo – ma vi sono anche parole di speranza. Oggi sto cercando di fare quello che Carolina non mi ha permesso con lei: semplicemente aiutare».
«Perché mi devo offendere per quello che mi dicono gli sconosciuti?». Ilaria Bidini ha 33 anni e le spalle più grandi di quanto mostra con il fisico, segnato da una osteogenesi imperfetta. «Per le offese più gravi sono andata alla polizia postale – ha aggiunto la giovane – e ho fatto tre denunce per cyberbullismo, cyberstalking e minacce. Le ho poi selezionate per fare un video in cui le leggevo». Un filmato visto da milioni di persone, tra cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che l’ha nominata cavaliere emerito. Ai ragazzi la giovane consiglia di «non avere vergogna nel farsi aiutare» e considera il bullo «una vittima di sé perché non trova in sé la felicità».
«Il cyberbullismo è un contenitore vuoto che si riempie a seconda del reato commesso – ha avvertito il legale Sabina Bulgarelli – tra cui diffamazione e furto d’identità. Porta conseguenze penali, tra cui la reclusione». «Se avete quattrodici anni o più siete sanzionabili anche voi», ha aggiunto l’avvocato Fabrizio Bulgarelli, sottolineando che la responsabilità è anche civile. Fabrizio Macchia, sviluppatore dell’app Kaitiaki contro il bullismo, ha consigliato ai ragazzi di pensare bene a ogni azione in rete. «Un semplice messaggio o un like possono creare problemi devastanti – ha esposto Macchia – che durano per una vita». Fabio Filippin, presidente dei Lions Modena Romanica, ha presentato le arti marziali digitali portate avanti da Zanshin Tech. «Bisogna passare da vittima a bersaglio – ha incoraggiato Filippin – perché il bersaglio può schivare i colpi. Ci sono 15 modi per attaccare su internet, ma esistono regole per difendersi. L’importante è non lasciare le persone da sole». —
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