Oggi in classe si parla di libertà
Una poesia, una canzone, un file... E da una serie di suggestioni inizia la riflessione Così scopri che per i bambini essere liberi è anche follia, coraggio e intraprendenza
“Libertà è partecipazione” cantava il buon Gaber nel 1973. Più dubbi ha il Blasco, che in “Liberi liberi” si interroga “liberi liberi siamo noi però liberi da che cosa Chissà cos'è, chissà cos'è”. E i bambini? Eh, al solito i bambini sono più avanti di tutti.
Saggi e filosofi, visionari e puri, lo dimostrano continuamente e non perdono occasione di stupire gli adulti, se solo viene data loro l’occasione… “Chi lavora con i bambini lo sa - conferma Eva Pigliapoco, insegnante di scuola primaria dell’IC3, molto attiva sui social e quindi più facile da raggiungere per scoprirne pensieri ed esperienze in classe - spesso bisogna saper cambiare strada, lasciare quella programmata e aprirsi a nuove piste. In modo libero e consapevole.
E a proposito di libertà, proprio di libertà abbiamo dovuto parlare. Così ho messo insieme, al volo, “jazzando” alcune risorse-stimolo: una poesia, una canzone, un file trovato in rete, delle illustrazioni… E siamo partiti da queste suggestioni in 5a per iniziare a parlare di un argomento importante, difficile, attuale. Lascio parlare le fotografie, per far capire che cosa è emerso dai bambini. Curioso, però, che tutti i bambini vogliano sentirsi liberi, ovvio, ma di fronte a un evidente atto di libertà (nel nostro caso il salto di un pesce), molti lo ritengano un atto folle. In fondo in fondo, forse hanno ragione loro, i bambini: la libertà è anche follia, coraggio ed intraprendenza” conclude.
Il percorso è nato fornendo loro varie suggestioni: dall’albo illustrato “L’alfabeto dei sentimenti” di Janna Cairoli, con immagini di Sonia Maria Luce Possentini (Giunti editore) alla frase simbolo della canzone/poesia di Gaber, da un graffito alla storia del pesce (pazzerello e scalmanato) che salta fuori dalla sua boccia di vetro in cerca di spazio e … libertà. Ci è voluto pochissimo per arrivare alla potenza semplice e perfetta di un pensiero che sintetizza “sono libero quando tutti rispettano le mie opinioni” scritto su un pentagramma, a un altrettanto potente “sono libero quando accetto gli altri per quello che sono e non per quello che vorrei che fossero” al danzante (con tanto di tao e mani alzate) “bisogna essere liberi di essere se stessi” alle considerazioni legate al salto del pesce della storia: “per me ha saltato perché lo prendevano in giro”, “per me è troppo grande per stare con noi” a … “per me è pazzo”.
In fondo è proprio vero, basta poco, davvero poco, per entrare - e imparare - nel mondo bambino. Basta lasciar loro la libertà di esprimersi. Con libertà. —
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