Delitto di San Donnino. Passato e misteri del cuoco: si scava negli ultimi 15 anni
I carabinieri a “Chi l’ha visto?” ricostruiranno luoghi e spostamenti del 34enne. E lanciano un appello alle donne: «Se avete subìto qualcosa, ora fatevi avanti»
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MODENA. Raffaele Esposito, 34 anni, il cuoco napoletano da qualche anno residente nel Modenese ha davvero bruciato in una decina di giorni tutta la sua follia omicida? Oppure aveva colpito ancora, in passato, senza essere stato scoperto?
Chissà, forse aveva preso di mira qualche giovane donna, magari l'aveva soltanto aggredita o seguita come può fare uno stalker oppure ancora l’aveva strattonata facendo magari pensare ad un assalto di un ladro che cercasse soltanto di mettere a segno una rapina.
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Mentre le finalità, a ben vedere ora, sarebbero state terribilmente altre. I carabinieri di Modena hanno forti sospetti che questo 34enne possa aver colpito ancora e lanceranno un appello nella prossima puntata della trasmissione Chi l’ha visto?, in onda sui Rai 3, dove lo stesso colonnello Stefano Nencioni, comandante del di Modena, tornerà in studio dopo la precedente puntata. In quell’occasione aveva parlato dell'omicidio di San Donnino, della prostituta brutalmente assassinata e data alle fiamme per far sparire il cadavere; aveva spiegato le indagini e come i militari erano riusciti ad arrivare al presunto assassino. Ora verrà lanciato un appello. Il colonnello Nencioni, comandante del Nucleo operativo illustrerà importanti informazioni sugli spostamenti e sui luoghi che Raffaele Esposito ha effettuato negli ultimi quindici anni. Un quadro, pare alquanto dettagliato, su luoghi, abitudini, posti di lavoro. In sostanza il background del cuoco 34enne. L’appello consiste appunto in questo: se qualcuno, qualche giovane o meno giovane donna, in quei luoghi, in quelle cittadine, lungo quelle strade o in qualche locale, ha subìto tentate rapine, tentate violenze o altre situazioni limite mai denunciate, si faccia avanti.
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Per rendere chiara la finalità dell’appello basta ricordare l’aggressione alla 18enne avvenuta a Savignano, che secondo i carabinieri è un tentativo di sequestro di persona e non certo una tentata rapina, come la stessa ragazza sulle prime aveva creduto essere. Un episodio tutto immortalato da una telecamera. Il 2 settembre la giovane passeggiava di pomeriggio per Savignano e lungo la strada sente incrociare uno sguardo: nota Raffaele Esposito che la segue a breve distanza. Percepisce un pericolo: accelera il passo, lui fa altrettanto. Lei scappa e lo semina. Neppure un’ora dopo torna a camminare in paese, forse cercando di esorcizzare l’accaduto, ma un’auto bianca le taglia la strada.
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Scende Esposito, apre la portiera posteriore, le si avvicina, dice di essere un carabiniere, cerca di afferrarla e trascinarla. Lei si divincola, scappa, riesce a raccogliere la borsetta caduta e fugge a gambe levate, mentre lui torna all’auto. Per la Procura in quella scena c’è tutto il senso di un tentativo di sequestro avvenuto in pieno giorno, di domenica pomeriggio, senza neppure coprirsi il volto. Rapina? Per nulla, nel video si vede chiaramente che la borsa viene subito gettata a tetta. Non era quello il bottino di Raffaele.
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Il caso di Esposito avrà un’altra vetrina televisiva: in una prossima puntata di Quarto Grado su Rete4. i carabinieri illustreranno le indagini condotte dal Ris di Parma che hanno permesso di collegare il resti della donna uccisa e carbonizzata all’auto utilizzata dal cuoco durante il delitto di San Donnino. —
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