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Protezione Civile a Marzaglia: 10 anni tra frane, alluvioni e incendi

Saverio Cioce
Protezione Civile a Marzaglia: 10 anni tra frane, alluvioni e incendi

Boom di volontari con esercitazioni, emergenze e soccorsi in caso di calamità naturali. Lavori alla sede per 727mila euro

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MODENA.“Dieci anni vissuti pericolosamente” potrebbe essere il film della Protezione Civile modenese che ieri ha festeggiato con centinaia di volontari i primi dieci anni di vita nella sede di Marzaglia.

Giusto nel 2008 infatti l’esperienza maturata con l’alluvione del 2004 e le altre emergenze del 2005, a cominciare dalle nevicate che paralizzarono Modena, fecero capire che l’embrione dell’assistenza come primo soccorso in caso di calamità naturali non era più sufficiente a governare fenomeni sempre più estesi. Di qui la scelta di creare una sede autonoma, una specie di comando generale attrezzato di tutto punto che potesse servire anche da quertier generale per alluvioni, france, incendi nei boschi dell’Appennino, inondazioni e quant’altro. Il terremoto del 2012 e l’alluvione del 2014 fecero capire

Un passo per volta è arrivato il capannone prefabbricato in cemento che adesso ha bisogno di rinforzi antisismici; un paradosso apparente visto che alla prova del sisma del 2012 si è scoperto, a prezzo di troppe vittime, che le industriali modenesi non avevano ancoraggi a prova di scossa.

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Nella sede di Marzaglia, con 727 mila euro di cui 500 mila della Regione, verranno messe in sicurezza le strutture edilizie, adeguate alcune parti della case per quanto riguarda le norme antincendio. In più verrà installato un impianto fotovoltaico.

Nel corso della giornata sono state allestite anche alcune manovre dimostrative in caso di emergenza. Dalla costruzione di un argine, con l’ausilio di trasportatori cingolati grandi come tagliaerba e in grado di trasportare i sacchi pieni di sabbia all’ospedale da campo, il piccolo esercito di soccorritori ha fatto vedere cosa è in grado di fare. Ai 2600 volontari e alle 50 associazioni che fanno parte del coordinamento( dall’Anpas alla Croce Rossa, dai boy scout agli alpini dell’Ana sino ai cinofini e ai sommozzatori e ai Vigili del Fuoco) servono ora normative più chiare per il coordinamento tra strutture statali e quelle locali. Di qui il protocollo tra il presidente della Regione Stefano Bonaccini e il prefetto Paba. —


 

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