Nasce la banca del Dna per curare le malattie neurodegenerative
Nasce all’ospedale di Baggiovara la Neurobiobanca di Modena per la ricerca sulle malattie neurologiche, con particolare riferimento alle malattie neurodegenerative. La struttura, una delle prime in...
Nasce all’ospedale di Baggiovara la Neurobiobanca di Modena per la ricerca sulle malattie neurologiche, con particolare riferimento alle malattie neurodegenerative.
La struttura, una delle prime in Italia in campo neurologico, sarà presentata e inaugurata oggi alle 11 presso la sala Vecchiati . La Neurobiobanca di Modena potrà essere un formidabile strumento per la ricerca scientifica nell’ambito delle Neuroscienze. «La ricerca biomedica – spiega il prof. Paolo Nichelli di Unimore - non può prescindere dalla possibilità di studiare e analizzare direttamente molecole, cellule e tessuti. La ricerca traslazionale, che permette di portare le scoperte scientifiche dal laboratorio al letto del paziente, si basa proprio sulla possibilità di reperire materiale biologico umano di alta qualità, associato ad approfonditi dati clinici e/o genetici. Per questo, un ruolo fondamentale nella comprensione dei meccanismi che portano allo sviluppo delle malattie neurologiche è svolto dalle strutture di raccolta e conservazione di materiali biologici umani e dei relativi dati clinici, quali appunto le biobanche».
La realizzazione e il funzionamento delle biobanche sono disciplinate dall’accordo con i codici di buon utilizzo, con le linee guida del Comitato nazionale per la Biosicurezza e Biotecnologia, e con gli indirizzi forniti dal Comitato Etico. «I campioni biologici umani provenienti sia da soggetti sani sia da pazienti affetti da malattia neurologica, una volta prelevati durante biopsie, procedure diagnostiche (ad esempio prelievi), interventi chirurgici, - precisa la dottoressa Jessica Mandrioli dell’Azienda ospedaliero universitaria - possono essere conservati dietro consenso del paziente, in totale sicurezza e garantendo l’anonimato. Si tratta di tessuti, liquidi biologici (sangue, liquor, saliva, urine, feci, cellule) e acidi nucleici (Dna e Rna) che rappresentano una vera e propria “miniera di informazioni” per i ricercatori nell’ambito delle neuroscienze e per la comunità scientifica in generale, che all’occorrenza li utilizzano per sviluppare studi di medicina di sempre maggiore precisione». Il Dipartimento di Neuroscienze di Unimorha potuto avviare e completare la creazione della Neurobiobanca grazie al contributo determinante della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, che ha concorso alla sua realizzazione per un importo pari a 250mila euro. —
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