Caso Poliambulatori «Nessun pericolo: dismessi dal 2019»
Ausl e azienda ospedaliera Policlinico tranquillizzano «È un edificio vecchio ma sicuro con tutte le precauzioni»
Un edificio sicuro - e dunque senza pericoli per quanto riguarda l’amianto - ma vecchio, tanto che l’anno prossimo partirà una graduale dismissione dello stabile.
Al centro c’è il Poliambulatorio del Policlinico di Modena, che nei giorni scorsi era finito nel mirino della Lega, il cui consigliere regionale Stefano Bargi ha presentato un’interrogazione in viale Aldo Moro per sapere se l’edificio è a rischio dal punto di vista delle fibre di amianto. E a rassicurare la Lega e i cittadini oggi sono le aziende Usl e Ospedaliero-Universitaria, che dopo gli ultimi controlli escludono la presenza di fibre di amianto, come comunicato ai delegati dei lavoratori per la sicurezza nell’incontro del 12 ottobre. «La potenziale pericolosità dei materiali di amianto dipende dalla possibilità che siano rilasciate fibre aero-disperse nell’ambiente - spiegano le aziende - il criterio più importante è rappresentato dalla friabilità dei materiali: a conferma dell’assenza di fibre aerodisperse, sia le pavimentazioni che i pannelli esterni contengono amianto a matrice compatta, vale a dire che il materiale può essere sbriciolato o ridotto in polvere solo con l’impiego di attrezzi meccanici (dischi abrasivi, frese, trapani). Per questo motivo - spiegano ancora le due aziende - quando vengono effettuati lavori di manutenzione su queste parti dell’edificio, vengono prese le specifiche precauzioni previste dalla normativa». Sempre rispondendo alla Lega, le aziende fanno sapere che «non corrisponde al vero l’affermazione secondo cui “da catasto, l’edificio avrebbe dovuto ospitare un parcheggio”. Al catasto, infatti, il Poliambulatorio risulta come struttura sanitaria, quale è. L’area è indicata come futuro parcheggio, dopo la demolizione, nel piano particolareggiato». Le aziende fanno quindi sapere che «già nel 2011 era stato redatto un piano di dismissione, che però ha subito uno slittamento a causa degli eventi sismici del 2012. Per evitare l’interruzione del servizio sanitario, si è pertanto reso necessario ricollocare all’interno del Poliambulatorio alcuni servizi erogati in aree danneggiate e da ristrutturare. Il Poliambulatorio è dunque indispensabile, in questo periodo transitorio di miglioramento sismico del monoblocco principale - concludono le aziende - per non interrompere il servizio sanitario nel territorio modenese: per questi motivi, la dismissione completa del fabbricato non potrà essere avviata prima del 2019». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
