Migranti, pagamenti in ritardo Caleidos: «Risposte più veloci»
Il presidente della coop sociale che coordina l’assistenza «In altre province la fattura viene emessa subito. Sanzioni e controlli sono successivi»
«Con i pagamenti siamo fermi ad aprile». Il coordinatore del progetto Mare Nostrum della Caleidos Giorgio Dell’Amico si rivolge al nuovo Governo, passando dalla Prefettura, per avere risposte più celeri.
Il problema riguarda le risorse che i singoli richiedenti ricevono per le loro spese minute.
I fondi sono corrisposti dallo Stato, ma la burocrazia rallenta la catena. Così la cooperativa anticipa i pagamenti, trovandosi con disavanzi che nel 2016 hanno toccato gli otto milioni di euro. «Non chiediamo di essere saldati al minuto – ha ripreso Dell’Amico – ma sarebbe agevole confidare sul pagamento anticipato delle fatture per avere un minimo di liquidità. Su altri territori la fattura può essere emessa subito, poi le Prefetture fanno i conti ed eventualmente sanzionano chi non è in regola».
La Caleidos ha attivato un servizio di assistenza psicologica che sarà sabato 27 alle 9 alla Sala Manifattura del San Filippo Neri. Dopodomani dalle 17 un’anticipazione allo Spazio Nuovo nel convegno “Come il sistema d’accoglienza tratta la vulnerabilità psicologica dei migranti”. Attivato a marzo, il servizio ha visto bussare alla porta 95 persone delle 990 seguite nel 2018 dalla cooperativa (9,6% del totale). I colloqui avvengono su segnalazione degli educatori, dopo l’accettazione del migrante, spesso con l’aiuto di mediatori e traduttori, per evitare incomprensioni.
Dieci su 95 sono donne. I colloqui sono tenuti da psicologhe, che hanno osservato in generale soprattutto disturbi depressivi e d’ansia, manifestati anche con attacchi di panico.
Minore l’incidenza legata ai traumi, che possono avvenire prima, durante o dopo la migrazione. «Possono precedere di anni la scelta di fuggire – ha spiegato ieri Benedetta Bottura, la psicologa che coordina il gruppo – ed essere legati a violenze, soprusi, stigmatizzazioni e relazioni familiari tipiche delle regole del Subcontinente Indiano e l’Africa Subsahariana, le regioni da cui giungono di più le persone seguite da Caleidos. Ci sono traumi legati alla migrazione e alla tratta, in cui la violenza è utilizzata come una forma di addestramento alla vita in Europa. I traumi possono giungere dopo, quando le aspettative create dai trafficanti o dagli stessi migranti, non trovano riscontro. Si vive una disillusione o una distruzione delle aspettative, quando si finisce in altri percorsi, come la prostituzione».
Possono trovarsi in un “disorientamento nostalgico” che può condurre a disturbi psichiatrici specie se, come ha sottolineato la psicologa Irene Esposito, «a essi si accompagna un altro tipo di vulnerabilità, come l’epilessia, i disturbi da dipendenze, gli abusi da sostanze». Entrano così in campo il Centro di salute mentale (Csm) e il Servizio tossicodipendenze (Sert). «Le linee guida ministeriali prevedono le certificazioni per vulnerabilità psicologiche, esiti di tortura e ritardi cognitivi. Da noi vengono anche le vittime di tratta e di sfruttamento». —
G.F.
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