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Modena, cresce la violenza sulle donne In un anno 400 richieste d’aiuto

Stefano Luppi
Modena, cresce la violenza sulle donne In un anno 400 richieste d’aiuto

La presentazione della nuova sede delle associazioni femminili a Villa Ombrosa è l’occasione per fare il punto su assistenza e accoglienza: lavori entro l’8 marzo 

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MODENA. L’8 marzo prossimo le associazioni femminili modenesi entreranno in quella che è stata ribattezzata “Casa delle donne”, l’antica villa in via Vaciglio nord 6 a due passi da via Vignolese. L’occasione è servita a fare il punto sulla situazione della violenza sulle donne e i numeri non sono, purtroppo buoni. «Sono oltre 400 nell’ultimo anno le donne che si rivolgono a noi - spiegano le volontarie della Casa delle donne-centro contro la violenza attualmente in via del Gambero 77 - e sono in crescita di circa 70 casi all’anno. Dunque è una emergenza».

I dati regionali dei 14 centri antiviolenza dell’Emilia Romagna - comprese la Casa delle donne contro la violenza di Modena e Vivere Donna di Carpi - per il 2017 hanno accolto per le violenze subite 3139 donne: sono 303 quelle arrivate nella sede di Modena e 121 quelle nella sede di Carpi per un totale che arrivava l’anno scorso a quota 424. Numeri altissimi, preoccupanti ancora di più se si pensa che di queste persone nel 2017 ben 289 sono nuovi casi di violenza mentre il resto delle donne erano già aiutate in occasioni precedenti. Insomma, del lavoro per queste associazioni di donne tra aiuti e formazione nelle scuole ce n’è non poco. Ieri il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha compiuto un sopralluogo nel cantiere - valore un milione di euro - dell’edificio settecentesco nel quale visse anche l’abate Ludovico Antonio Muratori. Il cantiere affidato a Iti Impresa Generale Spa, è ancora in fermento perché i tecnici hanno ancora quattro mesi di tempo, ma i doversi piani e gli spazi sono già stati assegnati alle varie associazioni. La nuova sede di Villa Ombrosa, infatti, riunirà al suo interno il Centro documentazione donna e la sua biblioteca e le associazioni femminili che attualmente hanno sede in via del Gambero: “Casa delle donne contro la violenza”, Differenza maternità, Donne nel mondo, Gruppo donne e giustizia e “Udi-Unione Donne in Italia” di Modena. La struttura, che purtroppo in molte parti non è più quella originaria settecentesca, vede il ripristino dell’antica scala esterna della villa e l’edificazione a piano terra di un ampio spazio di 100 metri quadrati. Poi, nei quattro piani arricchiti ognuno da soffitti con travi recuperati, si vedono attualmente completate le strutture in cemento relative all’ampliamento mentre sono in corso ancora i lavori relativi agli impianti, alle pavimentazioni, alle coperture e agli intonaci. Il sindaco, presente insieme agli assessori Irene Guadagnini e Giulio Guerzoni, ha spiegato il progetto affidato agli architetto comunali Katia Valli e Ilaria Braida: «Come avevamo promesso abbiamo riunito tutte le associazioni in questa antica villa recuperata. I lavori si concluderanno con due mesi di anticipo sui tempi e vengono effettuati nel rispetto degli elementi architettonici e decorativi caratteristici dell’edificio. Le finestre hanno infissi interni recuperati in modo omogeneo nelle varie parti del nuovo complesso, uniformando la struttura originaria, le aggiunte novecentesche e l’ampliamento necessario per la nuova destinazione d’uso. La Casa delle donne si propone come un nuovo punto di incontro e di confronto per tutte le donne modenesi, un centro di approfondimento storico-archivistico, uno spazio per la consultazione e l’accoglienza». Ieri le associazioni femminili erano presenti in massa: «L’idea di riunire qui tutte le nostre associazioni - spiega Rosanna Galli, presidente del comitato Casa delle donne - è un grande risultato perché oggi esse sono riunite in viari punti della città». —


 

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