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Modena, torna a casa e scopre i ladri: viene minacciato con un coltello

di Stefano Totaro
Modena, torna a casa e scopre i ladri: viene minacciato con un coltello

La sua compagna racconta: «Era scattato l’allarme sul retro Erano tre giovani italiani: per fortuna non l’hanno assalito» 

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MODENA. «Vattene, vai via altrimenti...». Il bandito scende con un salto dal davanzale della finestra al primo piano che stava scassinando, atterra nel cortile in mezzo agli altri sui due complici e punta qualcosa di metallico, appuntito, verso il padrone di casa che rientrando li ha sorpresi in azione. Urla la minaccia, in italiano senza inflessioni straniere, e fa per andare contro al residente che, a questo punto, inizia ad arretrare. Tutto in pochi secondi. Il ladro armato e gli altri due giovani complici dopo pochi passi raggiungono la siepe che divide lo stabile dove erano entrati in azione dalla villa del vicino, la scavalcano e si danno alla fuga. Avevano allargato le maglie della recinzione del cortile e ben presto, ripercorrendo a ritroso il loro itinerario, hanno raggiunto la loro auto, una macchina piccola di colore n ero. Si sono dileguati. Non era tardi, era poco prima delle 19 di domenica, quando aveva già iniziato ad impazzare il forte vento che ha fatto qua e là danni in provincia. Teatro dell’ennesimo assalto alle abitazioni dei modenesi la frazione di Portile, già nel mirino parecchie volte così come lo è questo piccolo condominio in via Righi Riva, il cui retro confina con il campo da calcio recintato.

«Eravamo appena arrivati davanti a casa dopo una gita in montagna - spiega la compagna - e stavano scendendo dall’auto, iniziando a scaricare alcune cose. Proprio in quel momento abbiamo sentito suonare il nostro allarme, che abbiamo installato perché è la quarta volta che ci fanno visita. Il tempo di urlare qualcosa, di dire “cosa succede” o “chi c’è” che il mio compagno è andato nel retro. Il nostro appartamento è al primo piano e ha due finestre su un lato e una che dà sul retro».

È facile raggiungerle, ci si arrampica utilizzando alcune sporgenze. La famiglia ha installato un allarme antri intrusione con telecamere interne. Non appena il bandito ha iniziato a scassinare la finestra è partito l’allarme. E proprio in quel frangente i ladri hanno anche capito che era arrivato qualcuno.

«Il mio compagno non ha potuto vedere in faccia i tre - spiega la giovane mamma - perché erano con il cappuccio della felpa calato in testa. Erano italiani e giovani, sui 25 anni. Non appena ha visto la reazione di quello con quel pezzo metallico in mano (forse un coltello ma non si capiva, non c’era tanta luce) che lo ha minacciato è fortunatamente arretrato, ha fatto capire loro che non cercava il contatto fisico. Ed è andata bene così, con la loro fuga». Quattro colpi in 4 anni, due a segno e due sventati grazie all’allarme. E tutti sempre in questo periodo, tra settembre e ottobre. Non solo, nel tempo ci sono stati altri due colpi nello stabile, al secondo piano raggiunto tramite il tubo che scende dalia grondaia da cui è facile, arrampicandosi, raggiungere il balcone. Furti anche nella villa attigua. E i vicini? Tutti sul chi vive. Probabilmente è il momento di creare un gruppo di controllo di vicinato. —


 

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