Nasce a Modena il metodo contro la distrazione alla guida
Dal professor Guidetti ecco un sistema di training per focalizzare l’attenzione Corsi per gli agenti della polizia stradale e presto anche nelle autoscuole
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MODENA. Parte da Modena un progetto rivoluzionario in grado di limitare, dare un forte filo da torcere e in ogni caso di contenere in modo determinante quel fenomeno che è alla base di morti e feriti lungo le strade: la distrazione. E non si tratta di un marchingegno futuristico, né di una app che sconfini dalla tecnologia alla magia. Si tratta invece di una forma di allenamento, un vero e proprio “training” grazie al quale chi vi si sottopone ridice in modo significativo e considerevole il pericolo dio distrarsi mentre sta guidando. E tutto questo applicandosi, allenandosi per dieci minuti al giorno e per circa due settimane. Sembra una magia ma non lo è: si tratta di scienza, di anni di studi e di collaborazioni tra medici e addetti ai lavori e che ora sono diventati un metodo. Ovvero un corso a cui si sono sottoposti e in seguito si sottoporranno sistematicamente le forze dell'ordine, polizia stradale in primis.
Ma non solo: proprio a Modena, dall'autodromo di Marzaglia dove questo progetto è stato presentato ieri in una intera mattinata di studi e dimostrazioni, si sono gettate le basi affinché, è stato detto, questo test-corso-allenamento venga esteso a tutti i cittadini, diffuso nelle autoscuole che devono preparare i giovani a conseguire la patente addestrandoli in questo modo ad una guida più sicura.
Non si tratta, va sottolineato, di distrazioni volontarie, come quella ormai classica di usare il cellulare mentre si sta guidando, ma di distrazioni involontarie, in cui incappiamo mentre guidiamo in modo pressoché fisiologico e che ci inducono a osservare altrove invece che nel punto, nell'unica zona dove dobbiamo invece guardare e avere concentrata lì la nostra attenzione.
Ideatore di questo sistema di training (si chiama Vet, Visual exploration training) è il professor Giorgio Guidetti, presidente della Società Italiana di Vestibologia, luminare di fama e che prima della pensione è stato direttore del servizio di Vestibologia e Rieducazione vestibolare del Policlinico di Modena, poi responsabile del servizio di audio-vestibologia al Ramazzini e ora a capo del Vertigo center in via Morane.
«Sono distrazioni involontarie - spiega - ma che possiamo imparare a governare. In ogni percorso urbano, abbiamo studiato come l’occhio sia indotto a distrarsi dall’ipotetico “mirino” da spostamenti, spazi, gente o auto che si muovono, cartelli. Tanti input ciascuno dei quali, quando vi si dà attenzione, ci distraggono per 100 millisecondi. Ed è come se fossimo al buio in questo 100 millisecondi: quindi, rapportando il tempo alla velocità con cui andiamo, ecco che possiamo notare che percorriamo a volte 20 metri, a volte dieci metri praticamente al buio. Con un giusto allenamento non ci si distrae ma si resta concentrati e questo dura nel tempo». Concentratissimi anche alcune classi dell’istituto superiore Cattaneo-Deledda. I ragazzi, coadiuvati dagli esperti della polizia stradale che si sono prodigati in insegnamenti di prevenzione, hanno effettuato prove simulate di guida in stato d’ebrezza, hanno potuto rendersi conto dei rischi della distrazione da cellulare e inoltre “viaggiare” all’interno del “Pullman azzurro” della polizia, l'aula scolastica multimediale itinerante dove i poliziotti hanno tenuto lezioni di educazione stradale. —
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