Operai sfruttati nel settore delle carni: cinque aziende e quattro persone indagate
Intermediazione illecita ed evasione fiscale per tre milioni. Nominato un amministratore per regolarizzare i contratti
Quattro persone indagate, anche per “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”. Contestati poi reati di evasione fiscale per oltre tre milioni di euro, con l’applicazione della legge sul caporalato che consente la nomina, su richiesta della Procura, di un commercialista quale unico custode di tutte le società coinvolte nella vicenda. È questo l’esito di un “controllo giudiziario di aziende” disposto dal gip Andrea Romito a Modena, su richiesta della Procura, nei confronti di cinque società che operano nel settore della lavorazione delle carni.
In sostanza, qualcosa si muove. Dopo anni di denunce, di segnalazioni, di proteste sindacali (dei SiCobas e delle altre sigle tradizionali, in particolare la Cgil), la magistratura penale si fa parte attiva, in modo innovativo. L’indagine della Guardia di finanza, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Di Giorgio, ha così permesso di svelare come nelle aziende in questione, tra loro collegate, nel lasso di tempo che va dal 2012 al 2017, fossero impiegate decine di lavoratori sfruttati, sottopagati e costretti a lavorare in condizioni degradanti. La nomina dell’amministratore giudiziale si affianca alla regolarizzazione delle posizioni dei lavoratori sfruttati.
Insomma, si certifica l’esistenza di una illecita «filiera di somministrazione ed utilizzo di manodopera». I quattro indagati avrebbero impiegato nelle proprie società, sfruttandoli, numerosi lavoratori sottoposti a condizioni di lavoro degradanti, «approfittando del loro stato di necessità e di bisogno», segnalano i finanzieri in una nota diffusa ieri.
Il provvedimento del “controllo giudiziario”, al momento, rappresenta un unicum nel panorama italiano, confermano gli inquirenti modenesi: è previsto dalla legge 199 del 2016, la legge sul caporalato.
In questo caso, oltre ad aver modificato il 603bis, ha anche previsto la possibilità della nomina dell’ amministratore giudiziale con il compito di affiancare e controllare gli imprenditori nella gestione delle aziende coinvolte nello sfruttamento dei lavoratori.
L'obiettivo è proprio quello di garantire la continuità aziendale e, quindi, gli stessi addetti. Precisa la Finanza, nello specifico: da un lato di «impedire la reiterazione di situazioni di grave sfruttamento lavorativo che sarebbero state poste in essere dagli indagati», dall’altro stabilire «le condizioni per regolarizzare le posizioni dei lavoratori sfruttati e garantire i livelli occupazionali». La Finanza non ha reso noti i nomi delle società, ma nell’ambiente sono ben note. —
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