Viadotto Estense, Anas al lavoro
Già fatto un primo intervento per incanalare le acque ma ne sono previsti altri di rinforzo del pilone
SERRA
È stata completamente ripulita dalla vegetazione la base del primo pilone che sostiene il viadotto dell'Estense sul Rio Torto (Serra), oggetto di parecchie preoccupazioni nelle settimane scorse quando è emersa l'ampia erosione che ne segna ormai la base. Nell'allarme post crollo di Genova, ha alimentato una certa ansia il vedersi nel lato a valle quasi 2 metri cemento ormai fuori dal terreno e con un gradone che evidenzia una parte di vuoto nella porzione in appoggio.
Il viadotto infatti è un fondamentale crocevia di traffico, percorso ogni giorno da migliaia di auto e mezzi pesanti. Lo “strano caso” della base d'appoggio rimasta così spoglia, e i timori che ha generato la pubblicazione delle foto da parte della Gazzetta, ha condotto nei giorni scorsi Anas a disporre un approfondimento nell'ambito del consueto monitoraggio trimestrale delle grandi infrastrutture. Per vederci chiaro, è stata incaricata un'impresa di togliere tutto il verde cresciuto rigoglioso attorno al pilone grazie all'acqua del torrente e a quella che scende dal versante. Un'operazione probabilmente mai fatta, almeno di recente, che ha permesso e permette tuttora di vedere il cemento “spoglio”: di per sé l'immagine che ritorna è ancora più inquietante, perché l'erosione nella parte a valle risulta molto più ampia, abbondantemente sopra i due metri.
È vero però anche che la visione in profondità permette di vedere sotto all'angolo “a effetto vuoto” un'ulteriore e consistente base in cemento che posa solidamente nel terreno. Terreno che in cui risulta ora ben piantata anche la parte a monte, con una vasta gettata di cemento attorno. Però è chiaro che le acque hanno lavorato parecchio. Per questo, come prima cosa, delle ruspe hanno già fatto un primo intervento di regimazione che non permette più all'acqua che scende dalla montagna di finire direttamente contro il pilone, convogliata in una sorta di canale, per quanto solo abbozzato. A cemento scoperto, i tecnici hanno esaminato bene il tutto ed Anas, interpellata sull'esito dei controlli, oggi garantisce che «il sopralluogo del personale tecnico ha escluso problemi di carattere strutturale dell’opera, la quale poggia su fondazioni profonde».
Nessun rischio cedimento, dunque, ed è ciò che è stato comunicato anche alla Prefettura, che si era direttamente interessata della vicenda. Però anche Anas ammette che così il pilone non può stare: «In ogni caso - precisa - è stato predisposto un apposito affidamento per l’esecuzione dei lavori di ripristino della scarpata che saranno avviati in breve tempo».
In sostanza, serviranno per creare un sistema di canalizzazione “vero” da monte e soprattutto per ricoprire la parte a valle del pilone, che così è come un dente a colletto scoperto: molto più attaccabile da carie se non si mette "pasta” sulla gengiva. Il “breve tempo” in teoria dovrebbe voler dire entro l'anno, ma tutto dipende dal meteo. —
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