Pd, tra Bellelli e Morelli niente accordi in assemblea
Il primo cittadino ha proposto al vice di correre insieme, senza ricevere risposta I dissidenti: «La richiesta del tandem di legislatura non era all’ordine del giorno»
Nessun tandem di legislatura fra il sindaco e il vicesindaco dopo l’assemblea di lunedì sera del Pd. È ancora presto per dichiarare la compattezza del partito in vista delle prossime amministrative del 2019. E il vicesindaco e assessore Simone Morelli rappresenta ancora una mina vagante che non ha sciolto le riserve su una propria eventuale candidatura.
Continuano, pertanto, a imperversare malumori all’interno del Pd carpigiano. Non sul nome di Alberto Bellelli sul quale, come ribadito ieri, c’è convergenza. Ma sui modi con cui questo nome è stato annunciato, bruciando il passaggio in assemblea. Incontro al quale mancavano almeno 25 delegati. L’assemblea si è espressa a favore della ricandidatura del sindaco, ad eccezione di alcuni delegati che si sono astenuti: tra questi i consiglieri comunali Viola Baisi, Marco Bagnoli e Paolo Gelli. «Ho chiesto a Simone di essere al mio fianco» nella sfida per il governo della città, ha dichiarato il sindaco nel suo intervento. Ma Morelli non ha risposto in modo definito. Ha definito, nel suo intervento precedente, definendo il Pd troppo «chiuso e liturgico».
Tra le posizioni più critiche all’interno del Pd c’è quella di Viola Baisi. «Perché ci sia il ticket bisogna che ci siano due persone che lo concordano e Morelli non ha risposto alla richiesta del sindaco - argomenta la consigliera - La mia posizione non è contraria alla ricandidatura di Alberto. Ma per il modo con cui è avvenuta: hanno fatto da soli in un momento in cui si rischia di perdere». Una logica, dunque, che metterebbe prima il candidato dello schema. E una proposta di ticket fra sindaco e vicesindaco che non era stata preannunciata dall’ordine del giorno. Un’assemblea, insomma, che per alcuni è stata “ratificante e non deliberante”.
Durante l’assemblea è intervenuta anche l’assessore all’Istruzione Stefania Gasparini, la quale ha criticato chi ha parlato di “quadro politico largo”: «un’espressione collegata a un modo di fare politica vecchio». Gasparini ha poi posto l’accento sulla necessità di fare breccia nel cuore del mondo civico vero, che trae origine da volontariato, cattolicesimo democratico e movimenti, e che non si sente rappresentato da questo governo.
LE REGIONALI
Lunedì sera si è discusso anche della possibilità di introdurre le primarie anche per le elezioni regionali.
«Nulla è più scontato, alla luce dello scenario politico attuale, in cui il Pd arranca tra percentuali molto più risicate rispetto al passato».
Considerazione, questa, che ha fatto subito balzare in mente la prossima, possibile, candidatura dell’ex sindaco di Carpi Enrico Campedelli per un posto come consigliere regionale in via Aldo Moro. E che non la fa più ritenere così scontata come si ipotizzava prima del difficile scenario attuale in cui versa il Pd. —
SERENA ARBIZZI
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