Gazzetta di Modena

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Prendersi cura e fare i genitori: il modello “storico” è da ripensare

ANTONELLA ZECCHI
Prendersi cura e fare i genitori: il modello “storico” è da ripensare

Anche la maternità e la paternità attuali dovrebbero essere ridiscussi in base alle trasformazioni in corso

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“Prendersi cura di” in modo amorevole, come fa un buon genitore, è un qualcosa che abbiamo dentro, non nasce con il concepimento. Ci sono moltissimi studi scientifici a provarlo. Tutti i ragionamenti che portano nella direzione di non considerare possibile il “prendersi cura di” al di fuori di un proprio personale sentire, col massimo rispetto per le opinioni, sono semplicemente pregiudizi e stereotipi.

Anche se a molti sembra impossibile, ci si può prendere cura con amore anche di chi non si è generato. Accade quotidianamente nei casi di adozione, affidamento, famiglie ricomposte. Così come esiste cura anche in assenza della dimensione di coppia, come nel caso dei genitori separati, di chi lavora lontano da casa, di chi è ricoverato in ospedale per mesi e a volte per anni o è in carcere.

Andando più a fondo si può anche avere un orientamento omosessuale ed esercitare una buona genitorialità verso figli avuti da una precedente unione etero o che il partner attuale ha avuto. Stesso discorso vale per la continuità del sesso biologico: un genitore può cambiare sesso biologico nel corso della propria vita senza per questa ragione cambiare la natura e la qualità della funzione genitoriale di se stesso come “genitore” verso i propri figli.

Questa ricca articolazione consente di delineare un profilo al plurale di soggettività genitoriali, intese come modalità differenziate di sentire, simbolizzare, rappresentare ed esplicare le funzioni di cura, che vanno riconosciute e comprese nella loro specificità e non semplicemente catalogate come deviazioni/devianti dalla norma/normalità rappresentata dalla sola genitorialità storicamente riconosciuta come unica espressione sana, in quanto naturale, di prendersi cura dei figli. Anche i modelli di riferimento materni e paterni attuali dovrebbero essere ridiscussi e rivisti sulla base delle trasformazioni in corso e dei nuovi paradigmi educativi che stanno nascendo anche nel nostro paese. —



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