«Caporalato: punire i colpevoli e stop al sistema coop spurie»
Duri interventi di Muzzarelli della Pronvicia e Ascari del M5S Domani la manifestazione di protesta del sindacato Sicobas
CASTELNUOVO
In attesa della manifestazione dei SiCobas di domani alle 10 per richiamare ancora una volta l’attenzione su quanto sta accadendo nel distretto dell’alimentare, si moltiplicano le prese di posizione sull’indagine della Guardia di Finanza che ha portato all’individuazione di cinque aziende del settore carni che, stando alle Fiamme Gialle, sfruttavano gli operai, pagando il 30% in meno di quanto spettava... Una sorta di caporalato con decine di lavoratori coinvolti e che faceva capo a quattro persone denunciate.
«L'indagine della Guardia di Finanza in alcune imprese modenesi del settore carni fa emergere, ancora una volta, una realtà inquietante sulla quale, da tempo, le istituzioni sono impegnate per trovare una soluzione. Le problematiche legate allo sfruttamento della manodopera e alla qualità del lavoro presenti nel settore rappresentano una grave violazione delle leggi e della dignità dei lavoratori, ma anche un freno alla competitività e alla crescita della qualità del settore che vanno superate».
Lo afferma Gian Carlo Muzzarelli, presidente della Provincia, a proposito della recente indagine sul fenomeno del caporalato.
Muzzarelli ricorda l'attività dell'apposito tavolo istituzionale avviato da tempo dalla Provincia, dove tutti i soggetti interessati, dalle associazioni degli imprenditori, ai sindacati, agli enti locali, si sono dichiarati d'accordo sul superamento del ricorso alle cooperative spurie o di strumenti societari impropri, anche perché, aggiunge Muzzarelli, «spesso sono proprio queste coop spurie o società che violano le regole e sfruttano i lavoratori. Per questo vanno combattute anche a tutela delle tante cooperative sane del territorio. E la legge sul caporalato del 2016 rappresenta uno strumento importante nell'attività di contrasto come testimonia questa indagine». Nel ricordare che il problema non è solo modenese, Muzzarelli sottolinea che «l'impegno della Procura e delle forze dell'ordine, come emerso in questa ultime indagine, ha evidenziato l'importanza delle attività di controllo, vigilanza e repressione dei fenomeni di abuso perché la legalità e il valore del lavoro vengono prima di tutto in un settore strategico per l'economia modenese. Rafforzeremo quindi il nostro impegno - conclude Muzzarelli - anche nei confronti del Governo per ricostituire relazioni sindacali positive e definire un nuovo modello produttivo che valorizzi i lavoratori, affronti il tema dei controlli e il rispetto della legalità». Sulla vicenda interviene anche Stefania Ascari, deputato del M5s: «Il Governo ha intenzione di contrastare con forza il cancro del caporalato che, dunque, esiste .... ed è una piaga che non riguarda solamente i cittadini immigrati: sono tanti i lavoratori italiani sfruttati e ricattati. Per questo caso, la Procura ha applicato la legge 199/2016 per il contrasto al caporalato. Si tratterebbe del primo esempio accertato di applicazione in una realtà industriale. Un unicum nel panorama italiano dalla legge sul caporalato».
La deputata del M5s ringrazia le Fiamme Gialle per il lavoro compiuto e per aver scoperto «un sistema criminale che, per anni, ha coinvolto decine di lavoratori e lavoratrici sottopagati, sfruttati e costretti a lavorare in condizioni degradanti. Il governo ha fatto della legalità e della tutela del lavoro i pilastri essenziali della sua azione – conclude – perché sappiamo che esattamente da qui dobbiamo partire per costruire un'Italia più giusta, un Paese da vivere e da amare e non da cui fuggire». —
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