Modena. La Curia pronta a vendere chiesa e terreno in via Cannizzaro ai Metodisti
La parrocchia di Gesù Redentore chiede 300mila euro per l’area di 5mila metri legata al vecchio stabile di Maria Immacolata: l’affare sta per concludersi
MODENA La Chiesa modenese è in trattativa per vendere un ampio terreno di circa 5mila metri quadrati ai metodisti, una delle principali chiese evangeliche italiane interessata a rilevare l’area dov’è presente anche il vecchio edificio sacro in disuso di Maria Immacolata.
Siamo in via Cannizzaro, una zona che anni fa è stata al centro di polemiche perché il Comune vi voleva realizzare palazzine che i residenti non gradivano perché troppi vicine ai pozzi acquiferi lì presenti. In questa strada, che unisce via Galilei con strada Formigina, c’è questo ampio terreno la cui proprietà è finita alla chiesa di Gesù Redentore elevata poco lontano alcuni anni fa: ormai le attività della parrocchia sono dunque altrove e qui il vecchio edificio e un adiacente capannone sono già in degrado. Per questi motivi c’è stata la decisione di procedere alla vendita, presa alcuni giorni fa dal consiglio pastorale.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.17389134:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.17389134:1650055450/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Anche se questo organismo delle attività della parrocchia ha “solo” valore consultivo a quel che sembra le trattative con la Chiesa Metodista protestante sarebbero molto inoltrate. Come per ogni compravendita che si rispetti, però, ci sarebbe ancora una distanza di prezzo tra quanto propone la parrocchia di Gesù Redentore - circa 300mila euro - e la metà che sarebbe al momento offerta dagli interessati. Si vedrà che succederà, perché serviranno ancora alcuni mesi anche se la decisione sembra già presa. Del resto, pochi giorni fa, è stato lo stesso vescovo don Erio Castellucci a spiegare che l’Arcidiocesi sta “inventariando” tutte le proprie diffuse proprietà per vendere parte dal patrimonio immobiliare. Le finalità sono quelle che don Erio ha illustrato nell’ultima lettera pastorale, nella quale si parlava soprattutto di aiuti ai più deboli e bisognosi sia italiani che immigrati. Il parroco di Gesù Redentore, che dispone della proprietà di via Cannizzaro, vedrebbe dunque entrare nelle sue casse una cifra da destinare alle proprie attività.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.17389135:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.17389135:1650055451/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Don Fabio Bellentani al momento non intende parlare del tema e si limita a ricordare che «sto lavorando intorno a questo progetto da un paio di anni, ma si saprà tutto al momento della firma. Ancora siamo lontani dei mesi da questo momento anche perché il consiglio pastorale è un organo consultivo e servirà tempo anche per sentire la curia ovviamente. Ci saranno da fare i normali passi legali di una qualunque compravendita e quindi c’è ancora molto lavoro da fare per via Cannizzaro».
Quasi sicuramente saranno i metodisti a entrare in possesso di questa zona e non è dato sapere cosa ne faranno. In questo caso il problema però non sono delle palazzine poste sui campi verdi acquiferi di quel tratto di via Cannizzaro.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.17389136:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.17389136:1650055451/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
In Italia il metodismo è di lunga data, approdò in modo stabile nel 1861 con l'arrivo dall'Inghilterra del pastore Henry James Piggott cui si aggiunse nel 1873 il pastore Leroy Monroe Vernon. I due rami del metodismo, quello inglese e quello americano, si unirono nel 1946 fondando la Chiesa evangelica metodista d’Italia che nel 1975 si è integrata con quella valdese sottoscrivendo una dottrina comune. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
