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San Felice. Bomba in stazione messa in sicurezza. Ripartono i treni

Valentina Corsini
San Felice. Bomba in stazione messa in sicurezza. Ripartono i treni

Pesa 2 quintali e mezzo ed è della seconda guerra. È stata rinvenuta nel cantiere del deposito merci. Bus per i pendolari

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SAN FELICE. Il Prefetto di Modena, Maria Patrizia Paba, ha disposto la riapertura della circolazione ferroviaria sulla tratta Bologna-Verona.

Nella giornata di mercoledì 24 ottobre,  per motivi precauzionali, la linea era stata chiusa a seguito del rinvenimento di un ordigno residuato bellico di notevole portata, vicino alla stazione ferroviaria di San Felice sul Panaro.

Il provvedimento è stato adottato sulla base di un rapporto sulle condizioni di sicurezza da parte del decimo Reggimento Guastatori di Cremona. Intorno alle 17,30 del 25 ottobre la circolazione è stata riavviata dopo una serie di operazione di messa in sicurezza dell'area.

"Qui continuerà la vigilanza da parte delle forze di polizia e della polizia municipale di San Felice sul Panaro - ha fatto sapere la Prefettura di Modena - al fine di assicurare l'interdizione all'accesso nell'area ove presente l'ordigno, in attesa di poter realizzare le complesse operazioni di disinnesco e rimozione, per le quali si sta avviando la pianificazione con il concorso del Comune di San Felice sul Panaro e di tutti gli enti interessati".

L'ordigno potrebbe essere fatto esplodere probabilmente tra un mese.  L'ordigno pesa all’incirca due quintali e mezzo di peso e contente 150 chili di tritolo, risalente alla seconda guerra mondiale,  ed è stato rinvenuto mercoledì 24 ottobre  all’interno del cantiere del deposito merci, adiacente alla stazione dei treni di piazza Dante.

Una data certa per far “brillare” la bomba di grandissime dimensioni e di notevole peso ancora non c’è, ma verrà decisa nei prossimi giorni al termine di un tavolo sulla sicurezza che dovrebbe tenersi da parte delle autorità competenti intervenute sul posto.

Quello che è certo, invece, è che data l’inusuale grandezza dell’ordigno, come la sua potenziale pericolosità - mai prima a San Felice ne era stato rinvenuto uno tale - lo scoppio non avverrà dove è stato ritrovato bensì in un luogo più sicuro. Il giorno in cui verrà rimosso, però, l’intero quartiere vicino al deposito merci verrà fatto evacuare come misura preventiva di tutela dell’incolumità dei residenti.

Erano più o meno le 12 quando alcuni operai dentro al cantiere del deposito hanno dovuto interrompere i lavori in corso per il potenziamento tecnologico della linea. Scavando in una parte del terreno, per gettare le basi delle fondamenta della palazzina tecnica delle Ferrovie che verrà costruita, è all’improvviso emerso l’ordigno rimasto sepolto lì più di 70 anni.

Gli operai, allora, hanno immediatamente dato l’allarme alle forze dell’ordine. Immediato, per ovvi motivi di sicurezza, il blocco della circolazione ferroviaria. A partire dalle 12,50 Trenitalia ha sospeso la circolazione dei treni sulla tratta Bologna-Verona, fra Poggio Rusco e Crevalcore, mettendo a disposizione dei passeggeri dei mezzi alternativi.

Un servizio sostitutivo con autobus è stato predisposto per i treni regionali e sospesi fra Crevalcore e Poggio Rusco. Come è stata potenziata l’assistenza nelle medesime stazioni e in quella Centrale di Bologna. Sta di fatto che a ieri alle 19 ancora nessun treno regionale aveva ripreso a circolare, mentre quelli a lunga percorrenza sono stati deviati via Padova e via Milano con allungamento medio dei tempi di viaggio di circa 45 minuti.

Per tutto l’arco della giornata l’area, subito delimitata, è stata presidiata dalle forze dell’ordine. Sul posto si sono portati la polizia, la polizia municipale e i carabinieri di San Felice che hanno atteso l’arrivo degli artificieri dell’esercito, provenienti da Cremona, che hanno subito effettuato tutti gli accertamenti del caso sull’ordigno. All’interno del cantiere è arrivato poi anche il sindaco Alberto Silvestri insieme alla Giunta.

La bomba, con ogni probabilità, risale ad uno degli innumerevoli bombardamenti subiti dalla stazione dei treni sanfeliciana a partire dal maggio del 1944 e sapientemente descritti da Veber Gulinelli nel libro “Seconda Guerra Mondiale: Le 65 incursioni aeree e il primo dopo guerra a San Felice sul Panaro”. —
 

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