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Con Ruggero e “Al Granisel” il dialetto “messo in sicurezza”

S.A.
Con Ruggero e “Al Granisel” il dialetto “messo in sicurezza”

La compagnia salirà sul palco il 7 novembre con la pièce Locanda Loris Il giornalista Po: «Vogliamo trasmettere la lingua carpigiana ai giovani»

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La “messa in sicurezza” del dialetto. Questo l’obiettivo che si prefigge il tavolo comunale del dialetto. In quest’ambito Al Granisel, la rinata compagnia che Loris Guerzoni, poeta e scrittore punto di riferimento per la cultura locale, aveva fondato una quarantina di anni fa.

Al Granisel si appresta al debutto, al Teatro comunale di Carpi, ed è ormai tutto pronto per lo spettacolo evento dedicato alla “lingua carpigiana” su cui si alzerà il sipario mercoledì 7 novembre alle 21.

Locanda Loris è una piece originale creata per Al Granisel, e per il Comune di Carpi che coproduce lo spettacolo, dallo scrittore bolognese Cristiano Governa: un’iniziativa che si colloca nel quadro dei molteplici interventi di salvaguardia e promozione della nostra lingua parlata fino a pochi anni fa dalla maggioranza degli abitanti di Carpi. La ‘prima’ del 7 novembre sarà, infatti, solo l’inizio del Progetto Loris che, inquadrato nelle iniziative del Forum comunale del dialetto, contribuirà, con azioni diversificate nelle scuole e nei circoli, a cementare una comune identità culturale e linguistica nella quale si possano riconoscere le diverse generazioni di carpigiani di ogni provenienza.

Gli inviti per la serata, nella quale reciteranno “vecchi” e nuovi membri de Al Granisel, si possono richiedere e prenotare. La compagnia vede tra i protagonisti Dino Drusiani, Fiorella Guerzoni, figlia di Loris, con il marito Marcello Litta e il giovanissimo bisnipote di Guerzoni, Luca Ugoni, Ruggero Po, con la moglie Gabriella, Alfio Greco, Graziella Zanasi con la figlia Marcella, Anna Pellicciari, Giuseppe Cattini. E, ancora, fanno parte della compagnia Gianna Panini, Simonetta Pavesi e la 18enne Caterina Fusari. «Lo scopo che ci prefiggiamo è quello della “messa in sicurezza” del dialetto, con lo sguardo rivolto alle nuove generazioni - spiega Ruggero Po - Quest’intervento si inquadra nelle azioni messe in campo dai Comuni, soprattutto in Emilia Romagna, per il recupero del dialetto come strumento di coesione dell’identità locale e integrazione delle future generazioni. Il dialetto non è più ad appannaggio degli anziani, ma diventa di nuovo una lingua viva. Locanda Loris sarà solo la partenza. Il progetto prevede anche iniziative nelle scuole. Al dialetto affiancheremo i sottotitoli, come si fa per i film in lingua straniera. Non ci piace chiamare lo spettacolo “dialettale”, perché è una definizione troppo settoriale. Induce a credere che la gente possa venire a fare due grasse risate e poi andare via. Noi preferiamo chiamarlo spettacolo in carpigiano: sia perché per il 55% la pièce è in italiano, e in dialetto mettiamo solo le poesie di Loris nel momento in cui le recitiamo affiancate da sottotitolo. Sia perché la produzione di Guerzoni è vastissima: si spazia da scritti sulla Resistenza e si arriva fino all’amore. Esilaranti le sue caricature: si dice che Loris andasse all’African bar, all’Osteriola, origliava i discorsi degli avventori, soprattutto fossolesi, e facesse caricature in poesia. Ne abbiamo recuperate due» conclude Ruggero Po. —

S.A.



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