«Docenti disponibili e sempre attente Quella famiglia non viveva la scuola»
la letteraA stretto giro dalla presa di posizione del dirigente scolastico, arriva anche una lettera degli altri genitori della classe rivolta al preside.«Preso atto di quanto accaduto a livello...
la lettera
A stretto giro dalla presa di posizione del dirigente scolastico, arriva anche una lettera degli altri genitori della classe rivolta al preside.
«Preso atto di quanto accaduto a livello mediatico e rispetto alle accuse di presunta negligenza e di atti di bullismo da parte di una sola famiglia a carico della scuola elementare, del dirigente e delle insegnanti, noi genitori della classe riteniamo doveroso e opportuno esprimere il nostro totale dissenso e offrire completa solidarietà verso l’istituzione scolastica e chi vi opera. I nostri figli sono finora stati accompagnati nel loro percorso di crescita da docenti preparate dal punto di vista didattico, pedagogico ed educativo: si sono mostrate sempre attente e trasparenti nella gestione del rapporto e della comunicazione con le famiglie, delle dinamiche relazionali nella classe, del progetto formativo che le vede coinvolte nell’educare i bambini ad affrontare la scuola secondaria e ad affacciarsi alla vita. Numerosi sono stati i modi in cui le docenti hanno cercato di espletare al meglio questa comunicazione e relazione scuola-famiglia. Questa attenzione, apertura e disponibilità, che è stata vissuta dalla totalità delle famiglie a cui questa lettera intende dare voce, si è estesa a livello didattico e metodologico».
«Riteniamo quindi improbabile che la professionalità, l’attenzione, l’apertura e l’accoglienza dimostrate in questi anni dalle docenti non siano state prontamente riversate alla totalità degli alunni della classe (ivi compreso il bambino e la famiglia coinvolti dallo scandalo mediatico) e siamo concordi nel ritenere che la comunicazione\relazione scuola-famiglia abbia successo solo se lo scambio è reciproco: la famiglia che si è resa protagonista delle accuse sui social non ha mai partecipato alle assemblee di classe, non è stata presente nei momenti di condivisione cruciali del dialogo educativo (alla fine dell’anno partendo per le vacanze) ed a momenti di socializzazione come la festa di fine anno. Ha instaurato rapporti solo con alcune famiglie che si sono sempre dimostrate attente e disponibili nei loro confronti, aperte al dialogo e alla mediazione linguistica nei casi di difficoltà. Pensiamo inoltre di essere genitori che danno valore al dialogo e all’ascolto dei nostri figli i quali non hanno mai riportato di essere stati testimoni o vittime di atti di violenza o bullismo, che sono uniti nel contesto scolastico ed extrascolastico e che non hanno mai mostrato disagio nella loro frequenza della scuola per queste ragioni. Frequente, al contrario, il loro riportare una vigilanza costante e severa dei momenti che scandiscono i vari momenti della giornata scolastica (intervallo, pausa pranzo) in cui le insegnanti sono sempre presenti. Quanto emerso ad oggi sta appesantendo notevolmente il lavoro di docenti che si dimostrano quotidianamente persone competenti e preparate. Auspichiamo che questo allarmismo mediatico finisca nel più breve tempo possibile affinché i nostri figli e le insegnanti possano affrontare serenamente l’anno scolastico come di loro diritto». —
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