«Fusione? Non è morta Anzi, ne servirebbe una allargata a sette paesi»
Fusione Lama-Montecreto ancora “auspicabile” come primo passo verso un “super Comune” del Cimone fino a sette componenti. È la posizione assunta da Rete Imprese in un’articolata nota di riflessione a...
Fusione Lama-Montecreto ancora “auspicabile” come primo passo verso un “super Comune” del Cimone fino a sette componenti. È la posizione assunta da Rete Imprese in un’articolata nota di riflessione a 20 giorni dal referendum che ha visto il Sì prevalere a Lama (750 a 505) e il No a Montecreto (286 a 254).
«Non dobbiamo dimenticare - premettono le associazioni - che il referendum era consultivo e che a Valsamoggia la consultazione venne approvata da 3 dei 5 Comuni coinvolti, che poi hanno però dato vita alla fusione, con tutti i benefici che ne sono derivati».
«Le fusioni sono un’opportunità da giocare fino in fondo - continuano - anche partendo da parziali sconfitte come in questo referendum, su cui comunque l’ultima parola dovrà spettare ai rispettivi Consigli comunali, la cui convocazione ci auguriamo possa avvenire rapidamente. La speranza è che l’auspicabile fusione tra Lama e Montecreto possa dare il la ad un percorso da parte degli altri Comuni (Fanano, Sestola, Riolunato, Pievepelago e Fiumalbo) per dare vita al Comune del Cimone di cui si cominciò a parlare più di 20 anni fa, e per la cui costituzione i tempi sono ormai maturi».
Sulla creazione di questo super Comune Rete Imprese accoglie «con favore le recenti dichiarazioni del sindaco di Sestola così come l’apertura di quello di Montecreto» ed esorta «a dare vita ad un nuovo modello di governance» visto quale approdo imprescindibile anche se si concretizzerà il taglio dell’Irap di cui ha parlato il presidente della Regione Bonaccini, anche questo guardato «con favore» pur nella richiesta di «corposi investimenti pubblici» a sostegno del turismo. —
D.M.
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