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Hpe Coxa, patto con 5 atenei per formare i neolaureati

Luca Gardinale
Hpe Coxa, patto con 5 atenei per formare i neolaureati

Presentati i nuovi “Box lab”: ospiteranno ogni anno cento giovani selezionati  In tutto trecento ragazzi che avranno modo di crescere nel mondo del lavoro

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L’idea è quella di riempirli di giovani neolaureati: trecento, per la precisione, ovvero cento all’anno, che troveranno “casa” nei due laboratori-container realizzati al 70% con materiali di riuso. Sono stati i due grandi box grigi, ma soprattutto i giovani arrivati da cinque università italiane - insieme ai rispettivi rettori - i protagonisti dell’evento di ieri pomeriggio alla Hpe Coxa, l’azienda modenese specializzata in engineering per il settore dell’automotive, motorsport e automation solution.

Ed è stato il patron Piero Ferrari, figlio di Enzo, a illustrare le due novità pensate dall’azienda di via Dalla Costa per la formazione dei giovani neolaureati. Partendo dalle eccellenze “sfornate” dalle università, dunque, per un triennio Hpe Coxa porterà tra le sue mura un centinaio di neolaureati all’anno. Si tratta di giovani che arriveranno dai cinque atenei con i quali è stato stipulato l’accordo, ovvero le Università di Modena e Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Pisa e Perugia.

«Abbiamo individuato 28 profili ingegneristici - ha spiegato ieri l’amministratore delegato Andrea Bozzoli - di cui abbiamo bisogno per crescere: è proprio da questa base che effettueremo la selezione dei neolaureati che, per due anni, porteranno avanti un percorso accelerato che prevede per ogni profilo una formazione specialistica di base, seguita da un’attività lavorativa “junior”, affiancati da un tutor, e una formazione specialistica avanzata per raggiungere competenze “senior”.

L’altra novità sta proprio nella “casa” dei giovani che entreranno nell’azienda modenese: Hpe Coxa ha infatti costruito in cinque mesi due “Box lab”, ovvero «due edifici realizzati secondo i principi della green e circular economy - ha spiegato ancora l’amministratore delegato - ovvero container eco-riciclati e reinventati per dare un luogo di studio ai ragazzi e alle ragazze che nei prossimi anni ogni giorno varcheranno i nostri cancelli».

I due laboratori, ognuno dei quali ospiterà cinquanta ingegneri, hanno una superficie di 400 metri quadri e sono stati realizzati dall’architetto Claudio De Gennaro utilizzando il 70% dei container originali. E sono stati i giovani laureati - centinaia quelli presenti in sala, arrivati dalle cinque università coinvolte - i protagonisti del dibattito che ieri pomeriggio ha preceduto il taglio del nastro delle due nuove strutture: «La nostra politica è quella di assumere giovani - ha spiegato il presidente Ferrari - anche perché capiscono le cose molto velocemente e riescono a portarle a termine nel migliore dei modi». Ma quali devono essere, dunque, le caratteristiche dei neolaureati che vogliono “formarsi” in Hpe Coxa? «Devono essere preparati e pronti alle sfide - ha aggiunto Ferrari - disposti a dedicare tanto tempo alla formazione e a non lasciar perdere alcun dettaglio».

Nel dibattito con il giornalista della Gazzetta dello Sport Pino Allievi spazio anche per un ricordo di Sergio Marchionne: «Ci ha dato tantissime cose - ha ricordato il figlio del Drake - ma soprattutto ci ha dato la coscienza di credere in quello che facciamo ogni giorno. Forse avrebbe voluto dedicare più tempo alla Ferrari… di certo siamo diventati amici - ha chiuso Ferrari con una punta di commozione - e oggi la sua mancanza si sente tanto». —



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