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Incendio doloso distrugge cento rotoballe e un’auto

D.M.
Incendio doloso distrugge cento rotoballe e un’auto

Si indaga sull’origine del rogo che tra mercoledì e giovedì è divampato nelle campagne Le fiamme si sono sviluppate in un deposito di fieno 

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È molto probabilmente doloso l’incendio che nella notte tra mercoledì e giovedì ha distrutto un centinaio di rotoballe nella campagna di Zocca. L’allarme è scattato verso le 23.30, quando qualcuno che abita nei dintorni guardando dalla finestra ha visto un bagliore nell’oscurità. Era il fuoco che divorava un deposito di fieno, coperto da teli protettivi, situato a Montalbano a lato strada di via Val di Pozzo, la sterrata che scende a sinistra a metà circa di via dei Ronchi.

Una sterrata appunto, dove non passa mai nessuno (pochissime abitazioni, vicino c’è un boschetto) e dove quindi è difficile ipotizzare la cicca inavvertitamente gettata dal finestrino da un’auto in corsa. Più facile pensare a qualcuno che sia venuto qui apposta per l’azione. Comunque sia stata, il fuoco ha rapidamente preso vigore con tutta quella massa di fieno diventata praticamente benzina: l’incendio ha tenuto impegnati per tutta la notte e fino alle 10 del mattino i vigili del fuoco di Vignola, arrivati con tre mezzi: hanno dovuto smassare tutto per scongiurare focolai di ripresa.

Sul posto anche i carabinieri del Radiomobile di Pavullo, quelli della stazione di Zocca e i forestali per tutti gli accertamenti. Le fiamme hanno avvolto e distrutto anche una vecchia auto parcheggiata lì da molto tempo e di fatto priva di valore: ne è rimasta solo la carcassa.

Il fieno bruciato è di proprietà dell’agricoltore 70enne E.B. di Guiglia, che l’aveva lasciato in deposito (in attesa di portarlo in azienda) sul terreno preso in affitto dalla 51enne L.B. che abita lì vicino. Nella giornata di ieri i carabinieri hanno sentito loro e altre persone del posto per raccogliere elementi utili a circoscrivere la natura dello “strano caso”.

L’incendio è rimasto circoscritto all’area di stoccaggio dei balloni grazie all’intervento dei pompieri, che hanno scongiurato propagazioni nelle piante e nel bosco intorno (lontane invece le case). Da verificare se la distruzione dell’auto abbia comportato l’emissione di agenti inquinanti nel terreno. — D.M.

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