Carpi, ladri nella villa Signorino: bottino da 300mila euro
Carpi. Hanno eluso il sistema di videosorveglianza e allarme, puntando alla cassaforte. Spariti costosissimi gioielli. La scoperta al rientro a casa. Indagini scientifiche
CARPITrecentomila euro di bottino, o giù di lì. Per un furto sconcertante, ai danni della stilista Lorella Signorino, l’imprenditrice carpigiana conosciuta in tutto il mondo.
E vittima, più trent’anni fa, di un rapimento drammatico, risolto con il blitz delle forze dell’ordine che la liberarono nel gennaio del 1983, trovandola segregata e legata per settimane ad una brandina, in un casolare sull’appennino modenese. Cinque anni fa venne arrestato da latitante l’ultimo dei suoi sequestratori.
Il furto invece è stato commesso nella villa di famiglia, a ridosso del centro città, un paio di giorni fa, mercoledì.
E nuovamente si tratta di una vicenda che inquieta. Perché da quel poco che trapela i ladri tenevano d’occhio la famiglia della stilista.
E sono entrati in azione - si presume - all’imbrunire, quando in casa non c’era nessuno.
LA VILLA Fin qui, come dire, è una disavventura che capita purtroppo a tanti, ogni giorno. Ma la villa non solo è in un punto frequentato della città, ma è protetta da un sistema di videosorveglianza e per di più da un sistema di allarme, logicamente collegato ad una ditta di vigilanza. Se, come è logico supporre, il sistema ha funzionato, non si capisce come i ladri abbiano avuto modo e tempo di forzare un infisso ed entrare all’interno. Se non con una convinzione, ovvero che sapessero bene come occultarsi alle telecamere, conoscendone il piazzamento, e potessero contare su un intervento anti-intrusione non così tempestivo. al punto che se ne sono accorti i proprietari, rientrando
Fatto sta che i ladri hanno potuto dedicarsi con la dovuta calma alla cassaforte, che evidentemente sapevano dove trovare o hanno avuto il tempo di trovare, fino a forzarla.
LA CASSAFORTE Prelevando dall’interno preziosi - si parla di collezioni personali acquisite negli anni - per un valore che si aggira sui 300mila euro, anche se saranno le denunce e le relative assicurazioni a quantificare con esattezza il valore del bottino. Ieri il vicinato - e qualche passante - hanno notato che le forze dell’ordine in borghese hanno effettuato un sopralluogo. Un reparto scientifico, con lo scopo di raccogliere impronte e studiare un eventuale ed improbabile punto debole nei sistemi di sicurezza nella villa.
Un colpo che fa rabbia, non solo per il bottino, non solo perché ad oggi complesso, ma anche perché costringe una famiglia già lungamente provata ad un’altra esperienza dolorosa e negativa. Fa rabbia anche perché proprio l’altra sera in città erano concentrate le auto dei carabinieri per i controlli in zona Tigotà. Ma ormai, di fronte a questi fenomeni predatori non c’è tranquillità per nessuno. —
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